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lunedì 18 febbraio 2008

UCCIDE CANE PER ARTE ORA SI SCUSA!

Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘'peudoartista'’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio (guarda la fotogallery), legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un'opera d'arte.
A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come 'opera d'arte' che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi'). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un'intervista rilasciata a la 'Nación', ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada". Fatto sta che il cane, secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto.
Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l'artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l'avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione.
Ma i dubbi restano. Come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana 2008’ che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell'ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che ‘Sei quello che leggi’ non verrà più chiamata "opera d'arte", in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi. Ha ammesso l'errore ed ha affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. E chiede a tutti di accettare le sue scuse.
“Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l'opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, presidente dell'OIPA Italia (Organizzazione internazionale Protezione animali) - In verità quest'opera 'artistica' è solo l'ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé per riempire una galleria d'arte. Josè Morales, vice presidente del 'Special Unit for Animal Protection and Rescue' ha commentato: "Il cane è stato legato senza cibo, non capisco come ciò possa essere considerato arte". Raymond Schnog, presidente della 'Humanitarian Association for Animal Protection', ha condannato l'atto definendolo pura crudeltà, "non comprendo come un animale possa essere stato lasciato morire di fame sul pavimento mentre una frase sulle pareti era stata composta usando cibo".
Queste organizzazioni stanno studiando il caso per presentare un ricorso davanti al tribunale locale.
Da IGN
L'unica nota positiva che se ne può ricavare da questa vergognosa faccenda é che gli individui come Vargas, hanno capito che certa "pubblicità" NON PAGA. Che centinaia di migliaia di proteste da ogni parte del globo, non sono un buon biglietto da visita...si spera che serva da monito ai soliti imitatori.
La madre degli idioti, purtroppo é sempre incinta.
Orpheus
http://orpheus.ilcannocchiale.it/?r=80623

UNIONE EUROPEA-NO ALL'ARTISTA CHE HA FATTO MORIRE IL CANE DI FAME!

Siamo a quota 152mila. Le petizioni on line contro il sedicente artista Guillermo Habacuc Vargas, piovono da tutto il mondo e si moltiplicano. Ora anche nel nostro paese la gente si sta muovendo per stigmatizzare la sadica iniziativa «culturale» di Habacuc e impedire che l’autore possa replicarla in qualche altro museo compiacente. Un cane lasciato morire di fame, con una corda al collo e una catena che lo tiene lontano da una scodella di cibo, è tortura. Qualcuno la spaccia per arte.
La Ue, intanto, ha deciso di mettere al bando l’arte omicida chiudendo le porte dei principali musei ad Habacuc. Il commissario Frattini, promotore dell’iniziativa, ha già iniziato le consultazioni con altri delegati per verificare in che modo si possa vietare al costaricano di «esternare» al di fuori dai confini del suo paese. E mentre i politici stanno lavorando in questo senso, la gente protesta sonoramente.
Il fattaccio è noto ai lettori del nostro Giornale. Questo «artista» ha legato un indifeso cane randagio a una corda e lo ha fatto morire di fame e di sete in una galleria d’arte della Costarica nell’indifferenza dei visitatori che ne hanno anche ammirato l’agonia.
La notizia è stata efficacemente commentata da Mario Cervi che ha ben definito Habacuc un mascalzone e probabilmente un pazzo. «Sono strettamente consigliabili nei suoi confronti misure cautelari, una delle quali potrebbe consistere nel tenerlo legato a una catena, senza cibo», scrive il nostro direttore.
Purtroppo, inl Costa Rica il signor Habacuc sembra gettonato a tal punto che potrebbe essere candidato a rappresentare il proprio paese alla prestigiosa Biennale Centroamericana Honduras 2008. Una candidatura che il mondo dovrebbe impedire e potrebbe farlo con una sollevazione popolare. Le petizioni on line servono proprio a questo, a isolare Habacuc nel suo delirio di onnipotenza.
Una scelta che potrebbe screditare l’intera mostra internazionale se non fermato in tempo. Per questo anche il capogruppo dei verdi alla Camera Angelo Bonelli. invita a firmare la petizione online e chiedere così agli organizzatori della Biennale Centroamericana di non ospitare le opere di Habacuc. «Ci associamo alla richiesta del Commissario Franco Frattini affinché Italia e Unione europea chiudano le porte a questo sedicente artista».
Riassunto dal Giornale
Se non si volta il viso dall'altra parte, la morte del povero Natividad non sarà inutile, perchè il suo assassino e torturatore otterrà l'esatto contrario di ciò che si era proposto. Otterrà di essere messo al bando, otterra di vedere boicottare la sua ignobile attività, che chiama arte.
Se, al contrario, tutto questo clamore, gli frutterà pubblicità e quindi guadagni, quel bastardo, magari, replicherà l'esperimento. Senza contare, che altri sedicenti "artisti", potrebbero mettere in atto altre forme di perverso sadismo spacciate come opere.
In questi casi la condanna deve essere pesante e portare a serie conseguenze. Bene ha fatto il nostro Frattini.
Natividad forse era solo un cane, per tanta gente, ma nessun essere vivente, INDIFESO merita un simile trattamento. Men che meno lo può legittimare con l'alibi dell'arte. E' semplicemente mostruoso.
Rimetto il link della petizione on line.
Orpheus
http://orpheus.ilcannocchiale.it/?r=80623