Siamo a quota 152mila. Le petizioni on line contro il sedicente artista Guillermo Habacuc Vargas, piovono da tutto il mondo e si moltiplicano. Ora anche nel nostro paese la gente si sta muovendo per stigmatizzare la sadica iniziativa «culturale» di Habacuc e impedire che l’autore possa replicarla in qualche altro museo compiacente. Un cane lasciato morire di fame, con una corda al collo e una catena che lo tiene lontano da una scodella di cibo, è tortura. Qualcuno la spaccia per arte.
La Ue, intanto, ha deciso di mettere al bando l’arte omicida chiudendo le porte dei principali musei ad Habacuc. Il commissario Frattini, promotore dell’iniziativa, ha già iniziato le consultazioni con altri delegati per verificare in che modo si possa vietare al costaricano di «esternare» al di fuori dai confini del suo paese. E mentre i politici stanno lavorando in questo senso, la gente protesta sonoramente.
Il fattaccio è noto ai lettori del nostro Giornale. Questo «artista» ha legato un indifeso cane randagio a una corda e lo ha fatto morire di fame e di sete in una galleria d’arte della Costarica nell’indifferenza dei visitatori che ne hanno anche ammirato l’agonia.
La notizia è stata efficacemente commentata da Mario Cervi che ha ben definito Habacuc un mascalzone e probabilmente un pazzo. «Sono strettamente consigliabili nei suoi confronti misure cautelari, una delle quali potrebbe consistere nel tenerlo legato a una catena, senza cibo», scrive il nostro direttore.
Purtroppo, inl Costa Rica il signor Habacuc sembra gettonato a tal punto che potrebbe essere candidato a rappresentare il proprio paese alla prestigiosa Biennale Centroamericana Honduras 2008. Una candidatura che il mondo dovrebbe impedire e potrebbe farlo con una sollevazione popolare. Le petizioni on line servono proprio a questo, a isolare Habacuc nel suo delirio di onnipotenza.
Una scelta che potrebbe screditare l’intera mostra internazionale se non fermato in tempo. Per questo anche il capogruppo dei verdi alla Camera Angelo Bonelli. invita a firmare la petizione online e chiedere così agli organizzatori della Biennale Centroamericana di non ospitare le opere di Habacuc. «Ci associamo alla richiesta del Commissario Franco Frattini affinché Italia e Unione europea chiudano le porte a questo sedicente artista».
Riassunto dal Giornale
Se non si volta il viso dall'altra parte, la morte del povero Natividad non sarà inutile, perchè il suo assassino e torturatore otterrà l'esatto contrario di ciò che si era proposto. Otterrà di essere messo al bando, otterra di vedere boicottare la sua ignobile attività, che chiama arte.
Se, al contrario, tutto questo clamore, gli frutterà pubblicità e quindi guadagni, quel bastardo, magari, replicherà l'esperimento. Senza contare, che altri sedicenti "artisti", potrebbero mettere in atto altre forme di perverso sadismo spacciate come opere.
In questi casi la condanna deve essere pesante e portare a serie conseguenze. Bene ha fatto il nostro Frattini.
Natividad forse era solo un cane, per tanta gente, ma nessun essere vivente, INDIFESO merita un simile trattamento. Men che meno lo può legittimare con l'alibi dell'arte. E' semplicemente mostruoso.
Rimetto il link della petizione on line.
Orpheus
http://orpheus.ilcannocchiale.it/?r=80623
lunedì 18 febbraio 2008
ARTE SADICA-MOSTRARE UN CAGNOLINO MENTRE LO SI FA MORIRE DI FAME!
Il mondo è impazzito completamente… non esiste più il concetto che designa perfettamente le cose. I concetti sono sfumati, confusi, per giustificare la follia e la sete di sangue che alcuni individui serbano e manifestano con elegante disinvoltura. Così un bel giorno si è chiamata “arte” lo scempio diffuso da tale Guillermo Habacuc Vargas… non ricordatevi il nome, non è bene che si ricordi tale individuo…il nome è solo per designare la diffusione di una malattia mentale, espressa da un individuo, seguita purtroppo da molti. Perché si può puntare il dito contro l’assassino altrettanto quanto i suoi complici: e si può essere complici di un assassino anche tacendo semplicemente il delitto di cui si è stati testimoni.
Questo tizio, proveniente dalla Costa Rica e che da piccolo voleva fare l’artista,dato che non aveva strumenti né tantomeno capacità per dimostrare di essere un vero talento, che idea geniale ha?
Esporre nell’angoletto di una specie di museo un cane affamato,
vietando a tutti i visitatori di dargli da mangiare e da bere, per farlo morire a poco a poco…
perché la morte ed i maltrattamenti sono una sublime forma d’arte a cui si possa assistere.
Non credete?
C’è certamente un significato anche in questa esposizione
Un significato che giustifica ( io direi fa finta di giustificare) la banalità del male… un cane innocente, indifeso, e con sentimenti paragonabili a quelli di un essere umano, può essere sacrificato senza alcun problema per rappresentare la sofferenza di un popolo.
La sofferenza, la penuria dei bisogni primari dovrebbero insegnarci ad essere più sensibili verso ogni forma di vita che ci circonda: invece no, in alcuni individui rendono insensibili, disumanizzano, rendono inutili, nocivi.
Il cane che muore di fame, ignaro del perché di questa assurda privazione, rappresenta la Costa Rica nella manifestazione artistica dal titolo "Bienal Centroamericana Honduras 2008”.
Un sito si sta impegnando per boicottare le esposizioni di questo "artista"
decisamente malato di mente e non farlo partecipare a nessun altro evento:
http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html
A voi costa solo un click e segnare il vostro nome, niente di più semplice.
Non è possibile farsi promotori di diritti umani ledendo i diritti di altri esseri viventi.
L’arte non può diventare la scusa per manifestare i propri istinti crudeli nei confronti dei deboli e degli indifesi. Nel blog che sponsorizza la sua arte i commenti per fortuna si sono fatti sentire, ma visto che gli insulti erano parecchi hanno deciso di chiudere la libertà di manifestare la propria rabbia( se volete vedere lo scempio andare su questa pagina
http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc )
Il cagnolino si chiamava Natividad…Habacuc ha pagato dei ragazzini per catturarlo.
Si è esibito a questa manifestazione lasciandolo morire di fame… lo scopo era proprio farlo morire di fame, sotto l’occhio di tutti.
Durante la macabra esibizione delle persone hanno chiesto la liberazione del povero animale ma l’”artista” ovviamente ha rifiutato.
Il messaggio sopra il cane morente? Una scritta fatta di crocchette che riportava la frase:"Sei quello che leggi" vale a dire tu leggi delle crocchette quindi "sei nient'altro che semplici crocchette".
Un messaggio decisamente irrazionale e senza senso per cui si è lasciato morire un cane privandolo delle cure necessarie.
Del resto, si giustificano i collaboratori dell'assassino, ormai il cane era ammalato d’inedia quindi anche in una condizione normale non avrebbe accettato né cibo né acqua. E anche questo era il messaggio:
i poveri cani o muoiono o si lasciano morire.
Sfido io se non c'è nessuno che lo porti in una clinica e gli fornisca flebo facendo il possibile per salvarlo.
Ho visto il sito di questa persona… è anche un "musicista".
Produce musica infernale, in realtà suona solo il chiasso, non si tratta nemmeno di heavy metal, è un genere paragonabile a pentole che cadono per terra.
Nel sito pubblica immagini inquietanti, come bamboline dal viso deformato,
e lui ed il suo gruppo si vestono da sadomasochisti.
Avrei voluto scrivergli che se ama tanto la morte tanto vale provarla su se stesso non condannare gli altri, ma sarebbe stato inutile.
Le persone folli non ascoltano che la propria follia, ciò che mi fa restare basita è che gli assassini abbiano sempre la libertà di esprimersi e di nuocere al prossimo finché essi stessi non crepano.
Firmate la petizione per favore,
http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html
seppelliamo nel silenzio qualsiasi forma di espressione di questi soggetti capaci solo di far del male,ma non seppelliamo nel silenzio le tracce della loro violenza così da poterle fermare una volta per tutte.
Ulteriori info su dove lanciare le vostre proteste
Dove si terrà l'esibizione:
Centro Nacional de la Cultura
Antigua Fábrica Nacional de Licores.
Avenida 3, calle 15/17. San José, Costa Rica.
Teléfono: (506) 257 7202 / 257 9370
Fax: (506) 257 8702
Email Address: info@madc.ac.cr
Inoltre vi do l'indirizzo di un'altra galleria d'arte che espone le opere di questo assassino e ha anche il coraggio di venderle. Se volete fare in modo che questa galleria lo cancelli dalle liste dei suoi artisti scrivete anche a :
info@jacobkarpio-galeria.com
Se volete scrivere usate questo form in inglese:
I am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas,who paid local children to catch a dog on the street and then confined,starved and publicly displayed the dog as an "art" exhibit until the innocent animal died of starvation.I along with many people world wide am outraged that Guillermo habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in "Bienal Centroamericana Honduras 2008",This man is by no definition of the word an artist he is a criminally insane sadist and enjoys inflicting prolonged suffering upon his innocent victims.he is a danger to all of society as it is well documented that those with the capacity to intentionally cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.To state that this animal would have died eventually of natural causes is unjustifiable and beyond logical,rational thinking.To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica,the world is watching and the actions of this so called artist has brought much negative assumptions as to the humanity of the people of Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica consists of a cruel,uncivilized society that has no regard for life but enjoys viewing and contributing to the loss of life.Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is equally as guilty of causing it's uncalled for death.
And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all participants of this event.I urge you,do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this animals death,not representing Costa Rica as an artist for he is not an artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.
Sincerely,
IL TUO NOME
Da Controcorrente
FACCIAMO GIRARE IL PIU' POSSIBILE!!!!
Orpheus
http://orpheus.ilcannocchiale.it/?r=80623
Questo tizio, proveniente dalla Costa Rica e che da piccolo voleva fare l’artista,dato che non aveva strumenti né tantomeno capacità per dimostrare di essere un vero talento, che idea geniale ha?
Esporre nell’angoletto di una specie di museo un cane affamato,
vietando a tutti i visitatori di dargli da mangiare e da bere, per farlo morire a poco a poco…
perché la morte ed i maltrattamenti sono una sublime forma d’arte a cui si possa assistere.
Non credete?
C’è certamente un significato anche in questa esposizione
Un significato che giustifica ( io direi fa finta di giustificare) la banalità del male… un cane innocente, indifeso, e con sentimenti paragonabili a quelli di un essere umano, può essere sacrificato senza alcun problema per rappresentare la sofferenza di un popolo.
La sofferenza, la penuria dei bisogni primari dovrebbero insegnarci ad essere più sensibili verso ogni forma di vita che ci circonda: invece no, in alcuni individui rendono insensibili, disumanizzano, rendono inutili, nocivi.
Il cane che muore di fame, ignaro del perché di questa assurda privazione, rappresenta la Costa Rica nella manifestazione artistica dal titolo "Bienal Centroamericana Honduras 2008”.
Un sito si sta impegnando per boicottare le esposizioni di questo "artista"
decisamente malato di mente e non farlo partecipare a nessun altro evento:
http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html
A voi costa solo un click e segnare il vostro nome, niente di più semplice.
Non è possibile farsi promotori di diritti umani ledendo i diritti di altri esseri viventi.
L’arte non può diventare la scusa per manifestare i propri istinti crudeli nei confronti dei deboli e degli indifesi. Nel blog che sponsorizza la sua arte i commenti per fortuna si sono fatti sentire, ma visto che gli insulti erano parecchi hanno deciso di chiudere la libertà di manifestare la propria rabbia( se volete vedere lo scempio andare su questa pagina
http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc )
Il cagnolino si chiamava Natividad…Habacuc ha pagato dei ragazzini per catturarlo.
Si è esibito a questa manifestazione lasciandolo morire di fame… lo scopo era proprio farlo morire di fame, sotto l’occhio di tutti.
Durante la macabra esibizione delle persone hanno chiesto la liberazione del povero animale ma l’”artista” ovviamente ha rifiutato.
Il messaggio sopra il cane morente? Una scritta fatta di crocchette che riportava la frase:"Sei quello che leggi" vale a dire tu leggi delle crocchette quindi "sei nient'altro che semplici crocchette".
Un messaggio decisamente irrazionale e senza senso per cui si è lasciato morire un cane privandolo delle cure necessarie.
Del resto, si giustificano i collaboratori dell'assassino, ormai il cane era ammalato d’inedia quindi anche in una condizione normale non avrebbe accettato né cibo né acqua. E anche questo era il messaggio:
i poveri cani o muoiono o si lasciano morire.
Sfido io se non c'è nessuno che lo porti in una clinica e gli fornisca flebo facendo il possibile per salvarlo.
Ho visto il sito di questa persona… è anche un "musicista".
Produce musica infernale, in realtà suona solo il chiasso, non si tratta nemmeno di heavy metal, è un genere paragonabile a pentole che cadono per terra.
Nel sito pubblica immagini inquietanti, come bamboline dal viso deformato,
e lui ed il suo gruppo si vestono da sadomasochisti.
Avrei voluto scrivergli che se ama tanto la morte tanto vale provarla su se stesso non condannare gli altri, ma sarebbe stato inutile.
Le persone folli non ascoltano che la propria follia, ciò che mi fa restare basita è che gli assassini abbiano sempre la libertà di esprimersi e di nuocere al prossimo finché essi stessi non crepano.
Firmate la petizione per favore,
http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html
seppelliamo nel silenzio qualsiasi forma di espressione di questi soggetti capaci solo di far del male,ma non seppelliamo nel silenzio le tracce della loro violenza così da poterle fermare una volta per tutte.
Ulteriori info su dove lanciare le vostre proteste
Dove si terrà l'esibizione:
Centro Nacional de la Cultura
Antigua Fábrica Nacional de Licores.
Avenida 3, calle 15/17. San José, Costa Rica.
Teléfono: (506) 257 7202 / 257 9370
Fax: (506) 257 8702
Email Address: info@madc.ac.cr
Inoltre vi do l'indirizzo di un'altra galleria d'arte che espone le opere di questo assassino e ha anche il coraggio di venderle. Se volete fare in modo che questa galleria lo cancelli dalle liste dei suoi artisti scrivete anche a :
info@jacobkarpio-galeria.com
Se volete scrivere usate questo form in inglese:
I am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas,who paid local children to catch a dog on the street and then confined,starved and publicly displayed the dog as an "art" exhibit until the innocent animal died of starvation.I along with many people world wide am outraged that Guillermo habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in "Bienal Centroamericana Honduras 2008",This man is by no definition of the word an artist he is a criminally insane sadist and enjoys inflicting prolonged suffering upon his innocent victims.he is a danger to all of society as it is well documented that those with the capacity to intentionally cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.To state that this animal would have died eventually of natural causes is unjustifiable and beyond logical,rational thinking.To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica,the world is watching and the actions of this so called artist has brought much negative assumptions as to the humanity of the people of Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica consists of a cruel,uncivilized society that has no regard for life but enjoys viewing and contributing to the loss of life.Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is equally as guilty of causing it's uncalled for death.
And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all participants of this event.I urge you,do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this animals death,not representing Costa Rica as an artist for he is not an artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.
Sincerely,
IL TUO NOME
Da Controcorrente
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Orpheus
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morto di fame
PELLICCE CINESI? NO GRAZIE!
PER CHI NON VUOLE VEDERE. MA DEVE SAPERE.
Questo filmato è qui sul mio computer. Da qualche giorno.
Non volevo vederlo
http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/ Clicca sopra e si apre)
Amo gli animali, mi sono detta. Faccio quello che posso per loro. Starei solo male. Per niente.
Poi ho deciso. Di vederlo. Di star male. Per un tempo che non finiva più.
Perché non basta "sapere". Occorre vedere per poter raccontare a chi non vuole farlo.
Perché voglio si sappia e si faccia sapere l'orrendo dolore che sta dietro ai belli articoli di pregio in pelle e pelliccia, rifiniti, bordati in pelle e pelliccia, che riempiono le vetrine dei nostri negozi, che invadono i nostri grandi magazzini (un sacco ne ho visti all’Upim, alla Rinascente, importati dalla Cina), che debordano dalle bancarelle dei nostri mercati.
Perché voglio che si pensi quando si sceglie un giaccone, un piumino, una borsa, un paio di guanti.
Per noi, per un regalo, magari per il prossimo Natale.
E non ci si possa dimenticare quello che qui si è visto o che io voglio comunque raccontare.
PER CHI NON VUOLE VEDERE. MA DEVE SAPERE
CINA. Animali. Bellissimi. Tipo procioni, tipo marmotta. Non me ne intendo. Grassi. Tenerissimi. Musi bellissimi. Tantissimi. In gabbie di filo di ferro. Strettissime.
Afferrati. Per la lunga coda stupenda. Sbattuti in terra una, due volte. Lasciati lì, a sobbalzare. Appena intontiti.
CON CALMA, SENZA FRETTA, TAGLIATE LE 4 ZAMPINE. SEGATE.
Il piede dell'aguzzino che li schiaccia sul collo. Li inchioda al terreno.
E SEMPRE CON CALMA, INCISI I MONCHERINI, AD UNO AD UNO.
Per preparare lo strappo. Lasciati lì. Ad aspettare.
PRIMO PIANO SUL MUSO. SUGLI OCCHI DOLCISSIMI. CHE LUCCICANO. BRILLANO. SPALANCATI. OGNI TANTO SOCCHIUSI.
APPESI. SCUOIATI. CON CALMA. SENZA FRETTA.
Magari sospendendo il "lavoro" per voltarsi a dire qualcosa. A un altro aguzzino. E lui che sobbalza, si contorce, spalanca la bocca.
E il pelo fa fatica a staccarsi, a lasciare i piccoli corpi.
E poi la carcassa. Buttata su un carro. Su una montagna di corpi nudi.
E mi dico:"...è finita... finalmente è finita."
Ma no, invece. Primo piano. Sulla carcassa di cui brillavano gli occhi.
Zoomata. Sul muso. Che spalanca la bocca.
Un'ultima ripresa, più d'insieme. In un altro sforzo, la povera testa scuoiata si alza, si gira. Si volta. Pare quasi a guardare lo scempio di quel che resta del suo corpo torturato.
Minuti e minuti che sono un'eternità. Un'agonia. Per me, che guardo soltanto. E per loro...?
E poi ancora. E mi chiedo quand'è che finisce.
E POI E’ LA VOLTA DEI CANI. BELLISSIMI. PELO RIGOGLIOSO.
STESSA ORRIBILE SORTE. STESSA AGONIA INFINITA.
Quelli il cui pelo compriamo sereni.
Credendo all'etichetta, alla commessa che ci rassicura "E' coyote, asian jackall, marmotta"
Come se, anche se volessimo crederle, coyote, sciacalli, marmotte fossero esenti dal dolore. Fossero cose. Animali torturati la cui pelliccia borda i cappucci delle nostre belle giacche a vento, dei nostri piumini e giacconi. Anche di marca. Di pregio.
Made in Italy, made in Usa, made in France. Di taglio perfetto. Dalle rifiniture precise. Esiste una legge in Italia. Per far stare tranquilli noi consumatori, si sa che è vietato importare pelli di cane e di gatto.
Peccato che in dogana vengano mistificate con nomi di fantasia o vengano dichiarate come volpi, agnello, lapin.
Peccato che per scoprirne la reale natura ci vorrebbe ogni volta un costosissimo esame del DNA, che nessuno è disposto a pagare.
Peccato che tutto questo pelo, di cane, di gatto o di qualsiasi altro animale costi una sofferenza atroce. Che neanche ci possiamo immaginare.
Il filmato prosegue. Animaletti deliziosi. Grandi e piccoli. Rinchiusi in attesa della loro sorte terribile. Uno sembra quasi giocare con un recipiente. Pare un piccolo orsetto, un cucciolo dalle movenze, bianco. Altri invece girano frenetici nelle loro prigioni. Disperati. Impazziti.
E POI TOCCA AI CONIGLI. Il famoso lapin, che acquistiamo tranquilli. Tanto, è il pelo dei conigli che mangiamo, che mangiano. Falso. Falsissimo. Guardare il filmato per credere. Appesi. Scuoiati vivi. Carcasse che si contorcono chissà ancora per quanto, dopo.
Tutto questo mi ha intristito e angosciato oltre ogni dire. Una giornata da dimenticare.
Ma la mia pena è niente a confronto di quella degli attivisti animalisti che si sono costretti a filmare queste atrocità. Per farci sapere quanto dolore si nasconde dietro tanti bei capi d'abbigliamento. Per renderci consapevoli delle nostre scelte. Anche quelle che sembrano banali, dettate dall'impulso di un momento.
ED E' ZERO A CONFRONTO DI QUELLO CHE SOFFRONO QUESTI ANIMALI.
E' orribile vedere questo filmato. Ma ancora più orribile è contribuire a torturare questi animali, colpevoli della maledizione di possedere una bella pelliccia.
Anche se non vedete il video, vi prego di far girare questa mia il più possibile. E magari proprio fra chi, non essendo a contatto con realtà animaliste, non conosce e non sa quanto male una scelta irragionata fa agli "animali non umani".
Grazie mille. Simonetta
Da Controcorrente
Orpheus
http://orpheus.ilcannocchiale.it/?r=80623
Questo filmato è qui sul mio computer. Da qualche giorno.
Non volevo vederlo
http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/ Clicca sopra e si apre)
Amo gli animali, mi sono detta. Faccio quello che posso per loro. Starei solo male. Per niente.
Poi ho deciso. Di vederlo. Di star male. Per un tempo che non finiva più.
Perché non basta "sapere". Occorre vedere per poter raccontare a chi non vuole farlo.
Perché voglio si sappia e si faccia sapere l'orrendo dolore che sta dietro ai belli articoli di pregio in pelle e pelliccia, rifiniti, bordati in pelle e pelliccia, che riempiono le vetrine dei nostri negozi, che invadono i nostri grandi magazzini (un sacco ne ho visti all’Upim, alla Rinascente, importati dalla Cina), che debordano dalle bancarelle dei nostri mercati.
Perché voglio che si pensi quando si sceglie un giaccone, un piumino, una borsa, un paio di guanti.
Per noi, per un regalo, magari per il prossimo Natale.
E non ci si possa dimenticare quello che qui si è visto o che io voglio comunque raccontare.
PER CHI NON VUOLE VEDERE. MA DEVE SAPERE
CINA. Animali. Bellissimi. Tipo procioni, tipo marmotta. Non me ne intendo. Grassi. Tenerissimi. Musi bellissimi. Tantissimi. In gabbie di filo di ferro. Strettissime.
Afferrati. Per la lunga coda stupenda. Sbattuti in terra una, due volte. Lasciati lì, a sobbalzare. Appena intontiti.
CON CALMA, SENZA FRETTA, TAGLIATE LE 4 ZAMPINE. SEGATE.
Il piede dell'aguzzino che li schiaccia sul collo. Li inchioda al terreno.
E SEMPRE CON CALMA, INCISI I MONCHERINI, AD UNO AD UNO.
Per preparare lo strappo. Lasciati lì. Ad aspettare.
PRIMO PIANO SUL MUSO. SUGLI OCCHI DOLCISSIMI. CHE LUCCICANO. BRILLANO. SPALANCATI. OGNI TANTO SOCCHIUSI.
APPESI. SCUOIATI. CON CALMA. SENZA FRETTA.
Magari sospendendo il "lavoro" per voltarsi a dire qualcosa. A un altro aguzzino. E lui che sobbalza, si contorce, spalanca la bocca.
E il pelo fa fatica a staccarsi, a lasciare i piccoli corpi.
E poi la carcassa. Buttata su un carro. Su una montagna di corpi nudi.
E mi dico:"...è finita... finalmente è finita."
Ma no, invece. Primo piano. Sulla carcassa di cui brillavano gli occhi.
Zoomata. Sul muso. Che spalanca la bocca.
Un'ultima ripresa, più d'insieme. In un altro sforzo, la povera testa scuoiata si alza, si gira. Si volta. Pare quasi a guardare lo scempio di quel che resta del suo corpo torturato.
Minuti e minuti che sono un'eternità. Un'agonia. Per me, che guardo soltanto. E per loro...?
E poi ancora. E mi chiedo quand'è che finisce.
E POI E’ LA VOLTA DEI CANI. BELLISSIMI. PELO RIGOGLIOSO.
STESSA ORRIBILE SORTE. STESSA AGONIA INFINITA.
Quelli il cui pelo compriamo sereni.
Credendo all'etichetta, alla commessa che ci rassicura "E' coyote, asian jackall, marmotta"
Come se, anche se volessimo crederle, coyote, sciacalli, marmotte fossero esenti dal dolore. Fossero cose. Animali torturati la cui pelliccia borda i cappucci delle nostre belle giacche a vento, dei nostri piumini e giacconi. Anche di marca. Di pregio.
Made in Italy, made in Usa, made in France. Di taglio perfetto. Dalle rifiniture precise. Esiste una legge in Italia. Per far stare tranquilli noi consumatori, si sa che è vietato importare pelli di cane e di gatto.
Peccato che in dogana vengano mistificate con nomi di fantasia o vengano dichiarate come volpi, agnello, lapin.
Peccato che per scoprirne la reale natura ci vorrebbe ogni volta un costosissimo esame del DNA, che nessuno è disposto a pagare.
Peccato che tutto questo pelo, di cane, di gatto o di qualsiasi altro animale costi una sofferenza atroce. Che neanche ci possiamo immaginare.
Il filmato prosegue. Animaletti deliziosi. Grandi e piccoli. Rinchiusi in attesa della loro sorte terribile. Uno sembra quasi giocare con un recipiente. Pare un piccolo orsetto, un cucciolo dalle movenze, bianco. Altri invece girano frenetici nelle loro prigioni. Disperati. Impazziti.
E POI TOCCA AI CONIGLI. Il famoso lapin, che acquistiamo tranquilli. Tanto, è il pelo dei conigli che mangiamo, che mangiano. Falso. Falsissimo. Guardare il filmato per credere. Appesi. Scuoiati vivi. Carcasse che si contorcono chissà ancora per quanto, dopo.
Tutto questo mi ha intristito e angosciato oltre ogni dire. Una giornata da dimenticare.
Ma la mia pena è niente a confronto di quella degli attivisti animalisti che si sono costretti a filmare queste atrocità. Per farci sapere quanto dolore si nasconde dietro tanti bei capi d'abbigliamento. Per renderci consapevoli delle nostre scelte. Anche quelle che sembrano banali, dettate dall'impulso di un momento.
ED E' ZERO A CONFRONTO DI QUELLO CHE SOFFRONO QUESTI ANIMALI.
E' orribile vedere questo filmato. Ma ancora più orribile è contribuire a torturare questi animali, colpevoli della maledizione di possedere una bella pelliccia.
Anche se non vedete il video, vi prego di far girare questa mia il più possibile. E magari proprio fra chi, non essendo a contatto con realtà animaliste, non conosce e non sa quanto male una scelta irragionata fa agli "animali non umani".
Grazie mille. Simonetta
Da Controcorrente
Orpheus
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LA CACCIA UN FALSO SPORT CRUDELE E ASSASSINO
Come ogni anno si ériaperta la stagione della caccia, uno "sport" in cui un uomo grande e grosso con un fucile a pallettoni spara su un essere indifeso e terrorizzato e lo ammazza.
Meno male che ogni tanto sbaglia la mira e impallina un'altro barbaro come lui.
Orpheus
http://orpheus.ilcannocchiale.it/?r=80623
Meno male che ogni tanto sbaglia la mira e impallina un'altro barbaro come lui.
Orpheus
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EUROPA-VIETATE PELLICCE DI CANI E GATTI
Questa volta il Parlamento Europeo ha agito in modo deciso ed efficace e l'Italia ha fatto da volano anche per i paesi più dubbiosi. La Commissione aveva proposto eccezioni per i prodotti di animali non allevati né uccisi per la produzione di pelliccia, ma, alla fine, è passato il divieto totale di commercio delle pellicce di cane e gatto in tutto il territorio dell'U.E. Già nel 2001 l'Italia aveva adottato tale provvedimento auspicando che fosse approvato anche dagli altri paesi membri, ma le resistenze lobbistiche di taluno ne ha ritardato l'approvazione. Nel 2003, anche per la vibrante protesta della pubblica opinione, il Parlamento aveva chiesto alla commissione di elaborare un progetto che vietasse, produzione, importazione, esportazione e vendita di pelle e pellicce. Il deputato inglese Arlene McCarthy ha dichiarato: "Ho ricevuto una petizione firmata da oltre 250.000 cittadini britannici. C'è piena evidenza dei trattamenti disumani cui sono sottoposti cani e gatti allevati per la produzione di pellicce". Come noto, capi d'abbigliamento vari e giochi di peluche per bambini, nascondono, sotto etichette false, pezzi di pelliccia di cane e gatto, per lo più provenienti da paesi come Cina, Tailandia, Filippine e Corea, dove si calcola che, ogni anno, vengano massacrati atrocemente oltre due milioni di tali animali allevati con modalità vergognose. Per la verità anche le ditte produttrici di pellicce avevano adottato un codice di autoregolamentazione che prevedeva l'esclusione, dai capi messi in vendita, di qualsiasi minimo inserto appartenente alle specie canina o felina. Purtroppo però questo non è bastato, come ampiamente provate dai test sul DNA fatti dagli animalisti. L'associazione Human Society International sostiene di avere le prove che nel 2005 sono stati allevati, per la produzione di pelliccia, cani e gatti nella Repubblica Ceca, membro dell'U.E dal 2004. Fatto sta che inserti di pelli feline e canine continuavano a circolare nei mercati europei. A questo punto il Parlamento, sotto la pressione dell'opinione pubblica, ha reclamato "un divieto totale e non una restrizione" prevedendo come unica deroga eccezionale disposizioni che consentono il commercio solo a fini educativi e d'imbalsamazione. Il divieto entrerà in vigore con il primo gennaio del 2009.
Oscar Grazioli.
FINALMENTE
Orpheus
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Oscar Grazioli.
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SALVIAMO GLI ASINELLI
Solo alla festa dell'Unità 2006 che si è tenuta a Cremona si sono consumati 100 kg di stufato d'asino servito con la polenta. In genere, per una Festa dell'Unità, se ne consumano in media 200 chilogrammi. Sono ben 61 le feste dell'Unità che si svolgono nel solo mese di giugno nelle province lombarde.
Fermare il massacro degli asinelli destinati a diventare stufato nelle feste dell’Unità (e nelle altre feste e sagre di paese) di questa estate. Questo è l’obbiettivo non solo simbolico che si propone l’associazione italiana difesa animali ed ambiente (AIDAA) attraverso una petizione via email da inviare a tutte le feste di paese e dell’unità che in provincia di Milano ma non solo mettono nel menù lo stufato di asino. Salviamo gli asinelli lasciandoli vivere, si tratta di un gesto di civiltà che riteniamo praticabile. Non sarà certo infatti rinunciando ad un piatto di stufato d’asino che si cambia la propria vita, mentre decine di asinelli salvati possono essere utilizzati per mille motivi a partire dalla pet-terapy fino all’uso in agricoltura dove gli asini sono dei veri e propri pulitori non solo di zone agricole ma anche dei bordi delle strade. Come aderire alla petizione che chiede la sospensione dal menù dello stufato d’asino e che promuove la salvezza degli asinelli? Basta inviare una e-mail con il seguente testo: “ABOLITE LO STUFATO D’ASINO DAL MENU’ DELLA FESTA DELL’UNITA’ DI PREGNANA MILANESE PREVISTO PER IL GIORNO 21 GIUGNO 2007 E SALVATE GLI ASINELLI DESTINATI A DIVENTARE STUFATO”. Le mail vanno firmate e datate ed inviate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: salviamogliasinelli@libero.it e dspregnana@virgilio.it.
La petizione a favore degli asinelli (a cui centinaia di persone hanno già aderito), é sostenuta anche da Oscar Grazioli di Libero e ha provocato l'indignazione dei Kompagni che si sono visti minacciati nei loro standard culinari e hanno intasato le linee di Libero e dell'AIDAA con telefonate furibonde in difesa del diritto allo stufato di somarella con polenta, sostenenendo "voi non capite niente» e che «gli asini vanno mangiati perché sono gustosi, festa dell'Unità o meno". Come mai Pecoraro Scanio il nostro "verde paladino", vegetariano, animalista e blablabla... ai Kompagni non fa notare che alle feste dell'Unità invece di mangiare polenta e asinelli, la stessa potrebbero mangiarla con i funghi o col gorgonzola (fantastica la polenta "uncia) e non perderebbero nulla?
Orpheus
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Fermare il massacro degli asinelli destinati a diventare stufato nelle feste dell’Unità (e nelle altre feste e sagre di paese) di questa estate. Questo è l’obbiettivo non solo simbolico che si propone l’associazione italiana difesa animali ed ambiente (AIDAA) attraverso una petizione via email da inviare a tutte le feste di paese e dell’unità che in provincia di Milano ma non solo mettono nel menù lo stufato di asino. Salviamo gli asinelli lasciandoli vivere, si tratta di un gesto di civiltà che riteniamo praticabile. Non sarà certo infatti rinunciando ad un piatto di stufato d’asino che si cambia la propria vita, mentre decine di asinelli salvati possono essere utilizzati per mille motivi a partire dalla pet-terapy fino all’uso in agricoltura dove gli asini sono dei veri e propri pulitori non solo di zone agricole ma anche dei bordi delle strade. Come aderire alla petizione che chiede la sospensione dal menù dello stufato d’asino e che promuove la salvezza degli asinelli? Basta inviare una e-mail con il seguente testo: “ABOLITE LO STUFATO D’ASINO DAL MENU’ DELLA FESTA DELL’UNITA’ DI PREGNANA MILANESE PREVISTO PER IL GIORNO 21 GIUGNO 2007 E SALVATE GLI ASINELLI DESTINATI A DIVENTARE STUFATO”. Le mail vanno firmate e datate ed inviate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: salviamogliasinelli@libero.it e dspregnana@virgilio.it.
La petizione a favore degli asinelli (a cui centinaia di persone hanno già aderito), é sostenuta anche da Oscar Grazioli di Libero e ha provocato l'indignazione dei Kompagni che si sono visti minacciati nei loro standard culinari e hanno intasato le linee di Libero e dell'AIDAA con telefonate furibonde in difesa del diritto allo stufato di somarella con polenta, sostenenendo "voi non capite niente» e che «gli asini vanno mangiati perché sono gustosi, festa dell'Unità o meno". Come mai Pecoraro Scanio il nostro "verde paladino", vegetariano, animalista e blablabla... ai Kompagni non fa notare che alle feste dell'Unità invece di mangiare polenta e asinelli, la stessa potrebbero mangiarla con i funghi o col gorgonzola (fantastica la polenta "uncia) e non perderebbero nulla?
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