giovedì 2 dicembre 2010

"VIDEO DI SESSO CON ANIMALI-SUL WEB". DENUNCIA CHOC

LEGGO.IT
"VIDEO DI SESSO CON ANIMALI
SUL WEB". DENUNCIA CHOC
Giovedì 2 Dicembre 2010


L'Aidaa, associazione Italiana in Difesa di Animali e Ambiente, continua la sua battaglia contro la pornografia sempre più facile da trovare on line. In particolare è stato denunciato alla polizia postale di Milano ed alla procura della repubblica del capoluogo Lombardo la chiusura del sito "paradise" (omettiamo l'indirizzo completo) che contiene filmati pedopornografici. Il presidente, Lorenzo Croce, scrive nell'esposto tra l'altro che "sono presenti filmati a chiaro contenuto pornografico accessibili anche ai bambini ed ai minori con un semplice collegamento via internet. In particolare visitando il sito che ci è stato segnalato abbiamo individuato una sezione interamente dedicata a filmati (liberamente scaricabili e visionabili) relativi a sesso con animali (ed in particolare si segnalano filmati con sesso esplicito tra esseri umani, cani, cavalli, mucche e perfino anguille).

Per questo motivo L'Aidaa (www.aidaa.net) chiede l’immediato oscuramento del sito". Croce spiega anche la politica dell'associazione: "Noi non siamo né bigotti, né oscurantisti ma crediamo che si debbano evitare di rendere visibili e scaricabili questi orrendi filmini dove gli animali vengono sottoposti a crudeltà inaudita obbligandoli a girare loro malgrado scene di sesso estremo insieme a uomini e donne. Nel caso specifico questo sito merita una attenzione particolare da parte delle forze dell’ordine in quanto ad esso sono collegati anche filmati di pedopornografia altro fenomeno assai grave ma molto diffuso nella rete”.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=93922&sez=ITALIA

martedì 10 agosto 2010

SALERNO, STRAGE DI CANI:"UCCISI DA CIBO AVVELENATO"

leggo.it

10 08 2010
SALERNO, STRAGE DI CANI:
"UCCISI DA CIBO AVVELENATO"

Almeno una decina di cani sono stati uccisi con del cibo avvelenato nei giorni scorsi ad Omignano, in provincia di salerno. Questo è quanto si sostiene nelle telefonate arrivate negli ultimi giorni al telefono amico di Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente). Al telefono dell'Aidaa è stata descritta una situazione di vera e propria moria di cani, avvelenati probabilmente da qualche abitante della zona per risolvere il problema del randagismo. Sempre secondo le segnalazioni pervenute al telefono amico di Aidaa, inoltre, i cani trovati morti (anche nei pressi di abitazioni e negozi, con conseguente pericolo per l'igiene) anzichè essere inviati all'istituto di zooprofilassi per la verifica delle cause del decesso e per l'individuazione del tipo di veleno utilizzato sono stati raccolti in maniera impropria dagli addetti alla pulizia urbana e smaltiti come semplice rifiuto. Aidaa e del presidente nazionale dell'associazione Lorenzo Croce di inviare un esposto alla procura della repubblica di Salerno per chiedere di indagare su quanto accaduto e di accertare le responsabilità. Allo stesso tempo, il presidente dell'Aidaa ha inviato una lettera al sindaco del comune di Omignano per chiedere che si faccia chiarezza sull'intera vicenda in quanto l'avvelenamento dei cani attraverso bocconi killer è un reato perseguibile penalmente.









http://www.leggo.it/articolo.php?id=75680

PITBULL SI LANCIA DA 7° PIANO E MUORE: "LASCIATO DA SOLO"

leggo.it

PITBULL SI LANCIA DA 7° PIANO
E MUORE: "LASCIATO DA SOLO"


Un pitbull stamani è precipitato dal settimo piano di un appartamento a Roma, in via Prenestina, ed è morto schiantandosi prima su un motorino e poi su un'auto in sosta. È accaduto verso le 8.30, all'altezza del civico 282. A quanto si è appreso dai vigili urbani del VI gruppo, che si occupano delle indagini, quando l'animale ha varcato la ringhiera del balcone era solo in casa. I proprietari del pitbull, sempre a quanto riferito dalla polizia municipale, sono in vacanza ed avevano incaricato una persona di portare il cibo all'animale. Danni lievi per l'auto, più rilevanti per il ciclomotore.

ESPERTO: "ABBANDONO SOCIALE" Il pitbull che questa mattina a Roma è precipitato dal settimo piano di un palazzo potrebbe essersi buttato di sotto perchè in preda alla sindrome da abbandono sociale, «un comportamento non raro negli animali e non legato alla razza», secondo Enrico Alleva, studioso del comportamento animale dell'Istituto Superiore di Sanità. «Di solito avviene quando c'è un cambiamento nella struttura sociale della famiglia - precisa Alleva - l'animale si sente socialmente isolato e può commettere atti irrazionali». Nel caso del pitbull, i proprietari erano andati in vacanza dopo aver incaricato una persona di portargli il cibo. Il cane, secondo Alleva, prima di superare la ringhiera del balcone «era in preda ad un'agitazione psico-motoria» e potrebbe aver saltato «nel tentativo di riunirsi alla famiglia». La sindrome da abbandono sociale, per l'esperto dell'ISS, si manifesta negli animali dopo 2-4 settimane, «quelli più resistenti possono arrivare fino a 6-8 settimane». Il caso del pitbull a Roma, segue di due giorni un altro evento analogo verificatosi a Lana, in provincia di Merano, in cui un cane si è buttato dal terzo piano, dopo essere stato lasciato solo dalla padrona. «È probabile che questi animali abbiano sofferto terribilmente per il distacco affettivo dai loro proprietari - commenta in una nota l'Ente Nazionale Protezione Animali - e la sofferenza si traduce, spesso, in uno stato di fortissimo stress emotivo e di inquietudine». L'Enpa suggerisce che prima di lasciare un cane in casa da solo sarebbe «buona norma educarlo alla separazione, lasciandolo in custodia per poche ore per volta prima di partire. Così il cane non soltanto si abitua alla lontananza affettiva ma comprende che la separazione è temporanea». «Ci sarebbe una grossa responsabilità» dei proprietari - aggiunge Pasqualino Santori, presidente del Comitato di Biotetica per la Veterinaria - se si trattasse di un caso in cui il cane è stato lasciato solo, «perchè non si è avuto il tempo di organizzare la partenza per tempo e abituare l'animale a stare da solo in casa».

IN ITALIA NON È FACILE Lasciare solo il cane a casa mentre si va in vacanza, come ha dimostrato oggi il pitbull che si è lanciato dal settimo piano a Roma, può essere tanto crudele quanto abbandonarlo. Ma è anche vero che non è affatto facile portarlo in vacanza. Lo sanno bene le migliaia di proprietari del miglior amico dell'uomo. Ristoranti, alberghi, spiagge, parchi spesso sono out alla loro presenza e creano disagi non indifferenti a chi non se ne separerebbe mai, nemmeno in moto. È il caso di un signore della Versilia, che aveva messo sul sedile posteriore della sua motocicletta un maltese di piccola taglia con tanto di casco e che è stato multato (78 euro) dai vigili: il codice lo non consente. Anche portare il cane in spiaggia, o fare il bagno insieme tra le onde può costare salato. Le cosiddette 'Bau Beach', dove ciò è permesso, infatti non sono molte. Lo scorso anno secondo i dati dell'Aida sono stati oltre 59 mila i proprietari di cani multati, in media di circa 400 euro. Quel che è peggio è che non sempre sui litorali sono segnalati i divieti. All'estero alberghi, pub pensioni, stazioni di servizio hanno spesso aree riservate agli amici a quattro zampe. La loro presenza è ben tollerata nei luoghi montani, anche per la vastità degli spazi rispetto ai più affollati litorali. In Italia, per «dare una zampa» ai proprietari in difficoltà, sulla scia di ciò che avviene all'estero, è stato attivato il sito pets-hotel.it, realizzato da Federalberghi - Confturismo, con il patrocinio del ministero del Turismo. Nel suo database sono presenti più di 11.500 alberghi in grado di ospitare animali.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=75685

lunedì 2 agosto 2010

Strage di balene in Danimarca: l’acqua si tinge di rosso, l’umanità di nero


02/08/2010 - 20:08
Strage di balene in Danimarca: l’acqua si tinge di rosso, l’umanità di nero






Si chiamano delfini balena, o globicefali, o ancora balene pilota e sono degli animali estremamente socievoli, tanto che, da sempre, nuotano fino a riva per fare visita agli esseri umani, i loro carnefici.Per fare che niente sia lasciato al caso i residenti del luogo “aiutano” gli animali a correre incontro alla loro morte, spingendoli dove l’acuqa è meno profonda con l’ausilio dei motoscafi. Le isole Far Oer, sotto la giurisdizione territoriale della Danimarca, ma che in realtà godono di autonomia invidiabile, sono il teatro di ciò che da molti è considerato un vero e proprio scempio, commesso dagli abitanti ai danni dgli ignari cetacei, in quella che pare addirittura configurarsi come una festa.

Secondo il blog di Beppe Grillo infatti “le scuole chiudono e i bambini si recano in spiaggia insieme ai genitori. La popolazione, vestita con i costumi tradizionali, si appresta a ricevere i cetacei“. Quando le balene arrivano “l’accoglienza a loro riservata è fatta di uncini, asce e coltelli. Gli “addetti” piantano le loro armi nelle carni degli animali, mamme con i loro piccoli, o maschi adulti e potenti non fa alcuna differenza, fino a quando questi iniziano ad urlare, quasi come fossero umani. Fatto questo, la seconda fase è quella del coltello, con il quale “affettano”, ancora viventi, le balene, portandosi via le loro carni. Ciò che resta dei cetacei, pare venga lasciato in spiagga a marcire, e il “ciò che resta”, talvolta, è ancora vivo.

L’assurda pratica va avanti almeno dal 1709 e non accenna ad arrestarsi. Poche settimane fa, un’attivista dell’associazione Sea Shepard è riuscito a farsi passare come studente in vacanza ed ha documentato l’incredibile massacro. Le immagini sono a dir poco raccapriccianti. La giustificazione? L’economia locale, una delle tante, ma già anni fa Greenpeace spiegava che, quel massacro, “non è un’attività di sostentamento per le popolazioni locali“, e continua tutt’ora a spiegarlo.

Pare non ci senta nessuno, tutti però possono vedere, l’acqua, che da un colore azzurro-verde, passa, in pochi minuti ad assumere una tonalità rosso sangue, quello delle balene. Immersi per metà in quel sangue, passeggiano tranquillamente i bambini, una camminata forse considerata addirittura istruttiva, più ancora che andare a scuola, visto che addirittura le strutture scolastche vengono chiuse per l’occasione. Uno scenario che nella sua completezza è inquietante, soprattutto per ciò che rappresenta.

C’è da riflettere, senza voler fare della filosofia, se questa non sia, come altre a dire il vero, una delle tante pagine nere della storia umana. La stessa pagina, dello stesso libro, che si ripete automaticamente da alcuni secoli.E’ davvero così differente, il massacro sistematico degli esseri umani e quello ai danni di animali? E’ davvero chi, o cosa ( per i più pretenziosi) viene ucciso ciò che va considerato nel valutare la gravità di un atto, o è forse il principio, la ragione che muove quello stesso atto, che andrebbe presa maggiormente in considerazione? Qui non si tratta di fare discorsi animalisti, che ovviamente, nella loro totalità, condannano simili iniziative, si tratta invece di pensare in modo molto approfondito a cosa succede nelle Far Oer, al valore che viene dato al concetto di vita in se stessa.

Non si vuole nemmeno contestare l’uccisione di quei poveri animali, e lo si dovrebbe fare, ma qui il punto è ancora un altro, paradossalmente, perchè ciò che appare davvero insopportabile agli occhi dell’uomo comune, è il modo, con il quale i delfini balena vengono sterminati, un modo che non è possibile non definire come infinitamente crudele. Nemmeno è possibile riuscire a credere, a dir la verità, che l’acqua che si tinge di rosso sia interpretato dalla popolazione locale come un’occasione festosa, un qualcosa da celebrare; ma se davvero così fosse, allora, sostenere che l’umanità, in quel caso, si sia tinta di nero, un nero che odora di morte, non sarebbe poi forse così lontano dalla realtà.

A.S.



http://www.newnotizie.it/2010/08/02/strage-di-balene-in-danimarca-lacqua-si-tinge-di-rosso-lumanita-di-nero/

mercoledì 28 luglio 2010

Catalogna abolisce la corrida


TG.COM
Catalogna abolisce la corrida
28/7/2010

Il divieto scatterà a partire dal 2012

Il parlamento catalano ha approvato l'abolizione della corrida nella regione con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni. Il divieto scatterà a partire dal 2012. La Catalogna è la seconda regione della Spagna a vietare le corride, dopo l'arcipelago delle Canarie che l'ha fatto nel 1991. Dopo la lettura del voto è esplosa la gioia degli attivisti per i diritti degli animali che assistevano alla seduta.



Applausi del pubblico ai parlamentari dell'Erc (Sinistra repubblicana) e del'Icv (Iniziativa per la Catalogna verde), i quali hanno hanno ricambiato a loro volta con un applauso. La festa è proseguita all'esterno dell'Aula, dove i membri di diverse associazioni animaliste hanno festeggiato con lacrime, abbracci e urla di gioia lo storico evento.

Prima del voto, la portavoce dell'associazione "Prou!", Anna Mula, aveva chiesto al parlamento regionale di dare "un messaggio di compassione e di progresso all'umanità", mettendo fine alla "tortura" della lotta tra uomini e tori. Il voto di oggi potrebbe incoraggiare i gruppi animalisti a chiedere l'abolizione della manifestazione anche nel resto del Paese.

Una proposta in questo senso è stata già avanzata da alcune associazioni di Madrid, in risposta alla mossa della presidentessa della comunità autonoma della capitale Esperanza Aguirre, che ha annunciato che la regione dichiarerà la corrida parte del suo patrimonio culturale.

A differenza delle isole, dove non si celebravano "fiestas" da anni, la proibizione in Catalogna rischia di avere un impatto molto più importante sulla corrida, uno spettacolo atavico, che sempre meno spagnoli vanno a vedere e molti considerano "crudele", ma la cui sopravvivenza è per i suoi difensori "un atto di libertà".



http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo487375.shtml

mercoledì 5 maggio 2010

Fattorino "sposa" la sua gatta

Fattorino "sposa" la sua gatta
4/5/2010

Germania, "coppia" conviveva da 10 anni
Nel villaggio tedesco Posse, vicino Dresda, il fattorino di un corriere internazionale, ha deciso di "sposare", dopo dieci anni di convivenza, la sua anziana gatta per ufficializzare il suo amore. La legge tedesca vieta i matrimoni con gli animali e dunque la cerimonia è stata celebrata da un'attrice. Lo sposo indossava un frac con cappello a cilindro ed anche la "sposa-gatta" era vestita con un mini abito bianco.


L'uomo, Uwe Mitzscherlich, 39 anni, ha organizzato la cerimonia in tutti i dettagli, con tanto di musica, abiti e invitati. Mitzscherlich ha ingaggiato un'attrice, Christine-Maria Lohri, che per 300 euro, ha celebrato la cerimonia come cancelliere, mentre il fratello gemello, Erik ha fatto da testimone. La "coppia" si è conosciuta in vacanza nel Mar Baltico a Sassnitz, quando Cecilia, la gatta, aveva solo cinque anni.

Con il passare del tempo Cecilia ha cominciato a aoffrire di asma e ora Mitzscherlich temendo di perderla prematuramente ha deciso di sposarla. "Tra me e Cecilia c'è un legame interiore, un'armonia di cuori. E' una cosa unica", ha detto Mitzscherlich alla Bild.


http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo480662.shtml

venerdì 30 aprile 2010

Il Dna svela che le orche sono (almeno) tre specie diverse

[ 26 aprile 2010 ] Aree protette e biodiversità


Il Dna svela che le orche sono (almeno) tre specie diverse



LIVORNO. Lo studio "Complete mitochondrial genome phylogeographic analysis of killer whales (Orcinus orca) indicates multiple species", pubblicato recentemente su Genome Research, svela che le orche non appartengono ad una sola specie: i campioni dei tessuti di 139 orche provenienti da tutto il mondo ha permesso di capire che ci sono almeno tre specie distinte di orche. I biologi sospettavano da tempo che le diverse colorazioni varianti tra il nero e il grigio e le forti differenze di dieta delle varie popolazioni fossero più di sottili differenze. «Per esempio, una delle nuove specie di orche dell'Antartide si ciba di foche, mentre un'altra mangia pesce - ha spiegato Phillip Morin del Southwest Fisheries Science Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) di La Jolla, California, che ha condotto la ricerca - Il patrimonio genetico dei mitocondri nelle orche, come negli altri cetacei, cambia pochissimo nel corso del tempo, il che rende difficile rilevare se si sia evoluta qualsiasi differenziazione recente delle specie senza guardare l'intero genoma. Ma utilizzando un metodo relativamente nuovo chiamato "highly parallel sequencing" abbiamo mappato l'intero genoma dei mitocondri delle cellule da un campione di orche a livello mondiale, siamo riusciti a vedere differenze chiare tra le specie». Secondo i ricercatori statunitensi anche altri tipi di orca potrebbero essere specie o sottospecie distinte, ma ci vorranno ulteriori analisi per esserne sicuri.

Per ora le tre differenti orche dell'Antartico sono designate con nomi provvisori: Type A; Middle; Type B; Bottom ; Type C designata da Pitman and Ensor, J. Cetacean Research and Management.

Il Typo-B "pack ice killer whale" dall' Antartico si distingue per la grande macchia con due tonalità di grigio vicina agli occhi. E' specializzata nella caccia alla foche, che spesso buttano giù dal ghiaccio galleggiante per catturarle.

Type-A "killer whale from the Antarctic", nota per la netta colorazione bianco e nera. Vive in mare aperto e si nutre principalmente di altri cetacei.

Il Type-C "Ross Sea killer whale" dell'Antarctico si differenzia per una macchia oculare molto ridotta e angolata. E' la più piccola dei 3 tipi di orche antartiche e si ciba di pesci che si trovano soprattutto sotto la banchisa polare, approfittando soprattutto dello scioglimento dei ghiacci durante l'estate australe.

La NE Pacific Transient killer whale dell'Alaska ha una colorazione ed un aspetto molto simile all' Antarctic Type A killer whales, ma è geneticamente distinta da loro. Le orche "Transient" si nutrono di tutti i tipi di mammiferi marini, tra cui altri cetacei, delfini e foche e leoni marini.

I ricercatori della Noaa che hanno sequenziato il Dna mitocondriale delle orche che si trasmette con poche modifiche da madre a figli, spiegano che «Le orche (Orcinus orca), attualmente comprendevano una sola specie cosmopolita, con una dieta diversificata. Tuttavia, gli studi degli ultimi 30 anni hanno rivelato popolazioni di "ecotipi" simpatrici con discrete differenze in preferenze di prede, morfologia e comportamenti. Anche se questi ecotipi evitano interazioni sociali e non sono noti per incrociarsi, gli studi genetici finora hanno trovato livelli estremamente bassi di diversità nel controllo della regione mitocondriale, e pochi chiari modelli filogeografici in tutto il mondo. Questo basso livello di diversità è probabilmente dovuta ai bassi tassi di mutazione mitocondriale che sono comuni per i cetacei. Usando le orche come caso di studio, abbiamo sviluppato un metodo "readily sequence", assemblando e analizzando completamente il genoma mitocondriale da un gran numero di campioni, per valutare con maggiore precisione filogeografia e i tempi di divergenza stimati. Questo rappresenta un importante strumento per la gestione della fauna selvatica, non solo per le orche ma per molti taxa marini. Abbiamo usato high-throughput sequencing per rilevare tutte la variazioni del genoma mitocondriale di 139 campioni del Nord Pacifico, dell'Atlantico del nord e degli oceani del sud. L'analisi filogenetica ha indicato che ciascuno degli ecotipi noto rappresenta un clade fortemente sostenuto con tempi di divergenza che vanno da circa 150.000 a 700.000 anni fa. Pensiamo di poter indicare che i tre cosiddetti ecotipi possano essere elevati interamente a specie, e che i restanti tipi, possano essere riconosciuti come sottospecie in attesa di ulteriori dati. La definizione di adeguate denominazioni tassonomiche facilitano notevolmente la comprensione degli impatti ecologici e le esigenze di conservazione di questi importanti predatori marini. Prevediamo che le phylogeographic mitogenomic diventerà un importante strumento per migliorare le statistiche della filogeografia e per fare stime più precise dei tempi di divergenza».

Le orche come specie singola non sarebbero da considerare una specie in pericolo, ma alcune popolazioni di questi cetacei sono a forte rischio e godono di forme di protezione, la stessa Noaa ha designato una popolazione di orche che vive nel Pacifico al largo della costa dello stato di Washington, come in via di estinzione. La nuova suddivisione in più specie può modificare questa situazione e spingere ad una maggiore salvaguardia di quelle che fono ad ora si consideravano poco più di "tribù".



http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=4560

IL DISASTRO DELLA DEEPWATER HORIZON

MAREA NERA INARRESTABILE
"80% FINIRÀ SU COSTE"



La 'macchia nera' ha oramai raggiunto la costa della Louisiana. La guardia costiera americana, scrive la BBC, sta cercando proprio in queste ore di confermare le testimonianze di chi ha visto il petrolio fuoriuscito dalla piattaforma della BP toccare terra. Il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, nel frattempo ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto l'intervento federale per dislocare 6mila soldati della Guardia nazionale sul territorio interessato dalla catastrofe ambientale.

BP: "IL CONTO È NOSTRO" Il conto per il disastro causato dall'incidente alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico sarà a carico della Bp: lo ha detto un portavoce dell'azienda, Nigel Chapman, interpellato dalla Bbc. «Il conto è nostro - ha spiegato - Tutte le risorse dell'azienda sono concentrate su questo evento, perchè venga gestito rapidamente, in particolare per difendere la costa al meglio possibile. Abbiamo squadre di tecnici al lavoro, equipaggiamento in quantità. Il fine principale, al momento, è proteggere l'ambiente: per questo abbiamo personale e equipaggiamento lungo la costa, per proteggerla. Lo sforzo è ora concentrato lì». Negli ultimi anni la BP è stata coinvolta in diversi incidenti e controversie, e ha dovuto pagare spese ingenti di risarcimento, nonchè multe (solo l'anno scorso 2 milioni di dollari per equipaggiamento non a norma in campi petroliferi lungo il North Slope, in Alaska). Ma secondo gli esperti - che non indicano cifre - il conto potrebbe essere assai più salato, questa volta: oltre alle spese di pulizia, che già ora ammontano a 6 milioni al giorno, Bp potrebbe dover affrontare multe e costi per garantire una maggior sicurezza delle piattaforme che gestisce nel Golfo del Messico. Poi ci saranno i costi legali: sono già scattate due azioni legali legate all'esplosione della Horizon e i possibili danni all'industria per la pesca dei gamberi.

GREENPEACE: "MEDITERRANEO A RISCHIO" Dopo la Louisiana, ora «anche il Mediterraneo è a rischio» marea nera in seguito alle troppe autorizzazioni per trivellazioni per l'estrazione di petrolio, soprattutto nell'Adriatico e ora anche a largo delle isole Tremiti. Questa la denuncia di Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace. «Non basta l'ultima tragedia in Louisiana - spiega Giannì - decenni di maree nere non ci hanno insegnato niente: in Italia, il governo continua a rilasciare autorizzazioni a valanga, soprattutto in Adriatico e, da ultimo, anche al largo delle isole Tremiti». Secondo Giannì «ormai è tempo di dedicarsi davvero alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica. Così, invece di uccidere i lavoratori, potremo creare migliaia di posti di lavoro e raggiungere una maggiore indipendenza energetica». L'unica soluzione, conclude il direttore delle campagne dell'associazione, è «smetterla con le esplorazioni offshore e avviare una decisa rivoluzione energetica per liberarci dalla schiavitù del petrolio e dai pericoli del trasporto degli idrocarburi».

RECUPERO FLORA E FAUNA IN 1-2 GENRAZIONI Se gli interventi di arginamento, pulitura e ripristino ambientale vengono fatti tempestivamente, i danni provocati da petrolio e idrocarburi a flora e fauna marina si recuperano nel giro di una-due generazioni per ciascuna specie: da 1 giorno della farfalla a 10 anni della tartaruga». A spiegarlo è Ennio Marsella, geologo marino del Cnr. «Il nostro pianeta ha una grande capacità di autorigenerazione - precisa - e se si agisce subito, i danni a piante ed animali nel mare sono limitati nel tempo, nel senso che dopo una o due generazioni gli effetti si perdono». Le tragedie dei disastri ambientali verificatesi negli ultimi decenni hanno consentito di mettere a punto ed elaborare nuovi strumenti di contrasto e riparazione dei danni. «La maggior parte delle azioni - continua - viene fatta nell'emergenza, cercando di arginare la marea nera con diaframmi galleggianti, diluenti, schiumogeni e roghi. Dopo di che si procede ad una pulitura meccanica, con tanto di spazzola e sapone, di tutto ciò che è stato toccato dal petrolio. O chimica, con prodotti per l'emulsione della pellicola lasciata dal petrolio». In caso di forte inquinamento, si adoperano dei «batteri, brevettati negli ultimi anni, che per sopravvivere si cibano di petrolio». Certo, se una massa di petrolio come quella che sta interessando ora la Lousiana, conclude Marsella, «dovesse incontrare una di quelle chiazze di spazzatura che galleggiano nell'Oceano, i problemi sarebbero ben più grossi».

CASA BIANCA: «STOP A TRIVELLAZIONI» La Casa Bianca ha annunciato lo stop alle trivellazioni petrolifere in nuove aree fino a che non verrà verificata la causa che ha determinato la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico. Il consigliere della Casa Bianca David Axelrod ha annunciato il cambio di rotta alla Abc: «Non è stata autorizzata nè sarà autorizzata nessuna nuova trivellazione finchè non scopriamo quel che è successo e se è successo qualcosa di unico e di prevenibilè, ha detto Axelrod a Good Morning America. Axelrod è stato categorico: «Nessuna trivellazione in nuove aree andrà avanti finchè non sarà stata fatta una revisione adeguata di quel che è successo alla Deepwater Horizon e quel che è proposto altrove». Osteggiato dagli ambientalisti, il presidente Barack Oabma aveva annunciato alcune settimane fa un nuovo piano di trivellazioni al largo delle coste atlantiche e del Golfo del Messico per ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio straniero.

«PRIMA VOLTA SVERSAMENTO A 1.500 KM DI PROFONDITÀ» Quella della marea nera nel Golfo del Messico «è una tragedia in atto che durerà tantissimo ed è la prima volta al mondo che lo sversamento di greggio avviene a oltre 1.500 metri di profondità». Lo ha detto Ezio Amato già responsabile del servizio emergenze ambientali in mare dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), oggi in forza alle Nazioni Unite. Il pericolo, ha riferito Amato, è quello di «intaccare un ecosistema per lo più sconosciuto alla scienza in un ambiente che un 'eterno imperturbatò, dove non esiste nè giorno nè notte. Quindi si possono immaginare disastri incommensurabili che non sapremo mai».

ESPERTO: «80% SULLE COSTE» La marea nera nel Golfo del Messico «è inarrestabile, sulle coste si riverserà l'80% di greggio». Lo ha detto Ezio Amato già responsabile del servizio emergenze ambientali in mare dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), oggi in forza alle Nazioni Unite. «L'80% di greggio si riverserà sulle coste, solo al massimo un 10-20% verrà recuperato dalla superficie», ha detto Amato, il ricercatore che ha partecipato lo scorso autunno alle indagini sulla nave dei veleni a largo delle coste calabresi cosentine. I disperdenti «sono solo maquillage» in questa situazione, e per le coste, ha detto Amato, «non c'è più niente da fare», mentre il problema più grande è sul fondo dove occorre assolutamente fermare la fuoriuscita del greggio. «Si tratta di un'operazione di robotizzazione estremamente difficile a una profondità di 1.500 metri. Il petrolio - ha spiegato Amato - non esce da un pozzo come quello dell'acqua ma da minuscole porosità della roccia dalle quali il sistema di pompaggio con la pressione succhia il petrolio. Quindi i robot, filoguidati, con telecamere, sonar e due braccia manipolatrici che avvitano e svitano è come se dovessero rimettere un tappo a una bottiglia di champagne».

L'ARRIVO Onda dopo onda la marea nera della Bp è arrivata a lambire le coste della Louisiana: i primi tentacoli di petrolio, le propaggini avanzate della gigantesca macchia di greggio fuoriuscita da un pozzo sottomarino del colosso britannico dell'energia, sono state avvistate al tramonto di ieri sulle coste del Delta del Mississippi in Louisiana. La perdita dopo l'incidente della Deepwater Horizon si era rivelata ieri cinque volte più grave di quanto inizialmente previsto, con conseguenze che potrebbero eguagliare o superare quelle del disastro Exxon Valdez del 1989. Il presidente Barack Obama, costantemente informato, ha chiamato i governatori delle aree costiere a rischio: oltre alla Lousiana, il Texas, l'Alabama, il Mississippi, la Florida. I pescatori del Delta hanno passato ieri e stanotte a raccogliere gamberi prima che l'onda viscosa rosso-arancio del greggio li intrappolasse e li uccidesse tutti. La marea nera potrebbe diventare il peggior disastro ambientale in decenni per gli Stati Uniti: a rischio sono centinaia di specie di pesci, uccelli e altre forme di vita di un ecosistema particolarmente fragile e già sottoposto a traumi al passaggio dell'uragano Katrina. A New Orleans, la città devastata dal ciclone del 2005, ieri l'aria era diventata pesante per i vapori acri del greggio: sono stati effettuati test per verificare le denunce dei residenti che hanno intasati i centralini comunali e della protezione civile. Il ministro della Sicurezza Interna Janet Napolitano e la collega dell'Epa Lisa Jackson oggi raggiungono il ministro dell'Interno Ken Salazar che è già sul posto. Per la casa Bianca, commenta oggi il Washington Post, la marea nera presneta un problema non solo ambientale ma anche politico: il presidente solo qualche settimana fa aveva dato vita a un impopolare, tra gli ambientalisti, programma di trivellazioni offshore. Le preoccupazioni dei verdi si sono i questi ultimi giorni rivelate fondate. Obama ha promesso ai governatori ogni risorsa disponibile, Bobby Jindal, della Louisiana, ha chiesto fondi per mobilitare 6.000 uomini della Guardia Nazionale. Tocca a Bp, le cui azioni hanno perso ieri l'8 per cento sui mercati, in prima battuta contenere il disastro, ma ora che la marea nera ha toccato terra, le risorse private non bastano.

PRESTIGIACOMO: «ENORME PREOCCUPAZIONE» L'Italia segue con «un'enorme preoccupazione» la vicenda della macchia di petrolio che lambisce le coste degli Stati Uniti. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Stefania Presitigiacomo, che da ieri è in Cina per rappresentare l'Italia all' apertura dell' Expo Universale di Shanghai. «La stiamo seguendo a distanza e c'è poco che possiamo fare, di solito interveniamo con i nostri mezzi ma in questo caso siamo fuori dalle nostre acque territoriali. La seguiamo con enorme, enorme preoccupazione, perchè abbiamo visto che c'è stato un ritardo negli interventi e i danni all'ambiente potrebbero essere giganteschi». «Ci auguriamo che la marea nera si possa contenere e risucchiare», ha concluso il ministro.

VIDEO



http://www.leggo.it/video.php?idv=3618&id_news=59032

http://www.leggo.it/articolo.php?id=59032&sez=MONDO

giovedì 6 agosto 2009

SI CHIAMA 'XIAO XIAO' PRIMO TOPO CLONATO CON STAMINALI ADULTE

24-07-09
SALUTE: SI CHIAMA 'XIAO XIAO' PRIMO TOPO CLONATO CON STAMINALI ADULTE

(ASCA) - Roma, 24 lug - Piccolo, ma scientificamente gigantesco. Il primo topo clonato utilizzando cellule staminali adulte e' cinese, si chiama Xiao Xiao - che vuol dire appunto ''piccolo'' - e soprattutto e' sano. Lo studio, pubblicato su Nature, arriva dai ricercatori dell'Accademia delle Scienze Cinese che hanno annunciato di aver dato vita per la prima volta ad un topo utilizzando staminali provenienti da tessuti adulti, riprogrammate in laboratorio per generare qualsiasi tessuto.

Le cellule adulte non hanno infatti la capacita' di differenziarsi in altri tipi di cellule, come invece sono in grado di fare quelle embrionali, al centro pero' di un aspro dibattito bioetico. Gli scienziati cinesi hanno pero' realizzato 32 nuove linee di cellule pluripotenti, utilizzando tessuti adulti, come la pelle, trasformati per produrne altri in grado di riparare qualsiasi altro organo danneggiato. Gli scienziati cinesi hanno ammesso che i primi tentativi di dar vita a ''piccolo'' e altri 200 topolini sono stati ''lenti e inefficienti'', che molte domande restano ancora senza risposta, ma anche che ''questi studi potranno avere potenziali applicazioni per l'uomo''.

red/sam/rob


http://www.asca.it/news-SALUTE__SI_CHIAMA__XIAO_XIAO__PRIMO_TOPO_CLONATO_CON_STAMINALI_ADULTE-848367-ORA-.html

sabato 30 maggio 2009

Morso da cane, grave bimbo di 4 anni

2009-05-29 22:58
Morso da cane, grave bimbo di 4 anni
Il piccolo stava giocando nel cortile di casa, vicino Latina
(ANSA) - LATINA, 29 MAG - Un bimbo di 4 anni e' stato morso al viso e a un braccio da un boxer ed e' ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Goretti di Latina. Il piccolo stava giocando nel cortile di casa, a Borgo Grappa, poco lontano da Latina, con un coetaneo, quando il cane, di proprieta' di amici di famiglia lo ha aggredito mordendolo sul viso. Immediati i soccorsi per il bambino che e' stato classificato come un 'codice rosso' ovvero grave. Il cane e' stato invece affidato al servizio veterinario della Asl.




http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-05-29_129333563.html

mercoledì 27 maggio 2009

Russia: bimba allevata da animali

2009-05-27 18:52
Russia: bimba allevata da animali
Scoperta in stato di abbandono si comporta ed esprime come loro
(ANSA) - MOSCA, 27 MAG -La polizia ha scoperto a Cita', in Siberia orientale non lontano dalla Mongolia, una bimba di cinque anni allevata da cani e gatti.Peraltro, e' in grado di esprimersi solo come gli animali.Come riferito dalle autorita', Natasha - questo il nome della piccola paragonata a Mowgli, personaggio del libro della Giungla - mai e' uscita di casa ed e' stata rinvenuta in una casa in abbandono ove viveva con i genitori che non si sono mai occupati di lei.
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-05-27_127375341.html

*************************+
27/5/2009 - LA STORIA

Trovata bimba di cinque anni allevata da cani e gatti


Natasha è in grado di esprimersi solo come gli animali


MOSCA
La polizia e i servizi per la protezione dell’infanzia hanno scoperto a Cità, nella Siberia orientale, non lontano dal confine con la Mongolia, una bambina di cinque anni allevata da cani e gatti e in grado di esprimersi solo come gli animali.

Come hanno riferito le autorità, Natasha - questo il nome della piccola paragonata a Mowgli, il personaggio de «Il libro della Giungla» - non è mai uscita di casa ed è stata rinvenuta in un appartamento sporco e in stato di abbandono dove viveva con i genitori che non si sono tuttavia mai occupati di lei.

«Trascurata, con i vestiti sporchi e con un comportamento più simile a quello di un animale domestico, la piccola Natasha si gettava sulle persone come fosse un cagnolino. In questi anni la bambina ha potuto apprendere solo la lingua degli animali», ha detto un portavoce della polizia citato da Interfax.
Nell’appartamento, ha aggiunto, vi era un cattivo odore insopportabile e dappertutto cani e gatti.

I genitori, la mamma di 25 anni e il padre di 27, si palleggiano a vicenda le responsabilità, e gli ispettori dei servizi per la protezione dell’infanzia hanno avviato indagini per chiarire le circostanze di un caso così raccapricciante.

Natasha è stata affidata a una istituzione pubblica dove riceve assistenza medica e psicologica, ma dove continua a trattare il personale saltando e abbaiando.
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1214&ID_sezione=339&sezione=News

martedì 19 maggio 2009

ANCHE LE FORMICHE SI VENDICANO

Anche le formiche
si vendicano

Anche le formiche, nel loro piccolo, si vendicano. Lo sostiene una ricerca della Ludwig-Maximilian Universität di Monaco, in Germania. Gli scienziati hanno scoperto infatti che le formiche appartenenti alla specie Temnothorax possono vendicarsi quando subiscono un'ingiustizia. A riportarlo oggi è il sito web del mensile Focus. Le Temnothorax sono spesso vittime di formiche più grandi che si comportano come vere e proprie orde barbariche: assaltano le colonie di queste formiche più piccole, uccidono la regina, spaventano a morte le operaie o le fanno scappare via e rubano le larve, o pupe, che portano nella loro colonia d'origine, dove cresceranno come schiave. I ricercatori hanno però osservato che in alcuni casi le formiche rapite, una volta adulte, si "ammutinano" e attaccano le larve delle regine e delle operaie arrivando a distruggerne più dei due terzi. Curiosamente - conclude www.focus.it - i ribelli si accaniscono solo sulle pupe femmine, mentre i maschi vengono risparmiati: non partecipano ai raid e quindi non vengono puniti.

http://www.libero-news.it/pills/view/10752

A 9 ANNI IMPICCA UN CANE


A 9 ANNI IMPICCA UN CANE
FERMATO DAI CARABINIERI
"NON HA MOSTRATO DOLORE"

Sono tre i ragazzini identificati e segnalati alla procura dei minori di Palermo per aver seviziato ed ucciso, impiccandolo alla maniglia di un portone, lo scorso 10 maggio, un cane di razza yorkshire. Ai tre i carabinieri sono arrivati dopo aver visionato le telecamere installate da parte del Comune sulla villa comunale di Canicattì. Dalle registrazioni video è emerso che ad uccidere il cane è stato un bambino di 9 anni che si è fatto filmare con un telefono cellulare dai due complici di 13 e 15 anni.
Il bambino di 9 anni frequenta la quarta classe della scuola elementare di Canicattì. Il piccolo, che non è imputabile, durante l'interrogatorio dei carabinieri non avrebbe dimostrato alcun rammarico per quanto fatto e si sarebbe limitato a parlare di un «gioco». I suoi amici dopo avere registrato la scena col telefono cellulare avrebbero voluto mettere il filmato in rete. A chiamare i carabinieri, il 10 maggio, dopo aver assistito all'impiccagione fu un altro ragazzino che faceva parte del gruppo e che però non volle partecipare all'uccisione del cane. «Occorre una forte presa di posizione da parte delle autorità giudiziarie minorili, ma anche della scuola - dice Lorenzo Croce presidente nazionale dell'associazione italiana difesa animali e ambiente - per mettere un freno a questi atti di violenza compiuti da bande di bambini che non possono restare impuniti». «Il caso di Agrigento è un caso limite - continua Croce - ci domandiamo come mai un bambino anzichè essere a scuola sia in giro ad impiccare cani alla maniglia di una porta davanti alla villa comunale».

http://www.leggonline.it/articolo.php?id=19620

18/5/2009


Impiccano un cane a una maniglia
Agrigento, video incastra tre ragazzini

Hanno seviziato e ucciso, impiccandolo alla maniglia di un portone, un cane yorkshire. I tre minorenni di 9, 13 e 15 anni, tuttavia non si sono accorti di essere stati ripresi dalle telecamere installate sulla villa comunale di Canicattì (Agrigento). Così i carabinieri li hanno identificati e segnalati alla procura dei minori. Dal video è emerso che ad uccidere il cane è stato il più piccolo che si è fatto filmare con un telefonino dagli altri.


Il cagnolino era stato impiccato il 10 maggio in viale della Vittoria, proprio dove recentemente il Comune ha fatto installare alcune telecamere di sicurezza. Per tutti i bambini, identificati grazie alle immagini, è scattata la segnalazione alla Procura dei Minori che adotterà le misure del caso anche in considerazione del fatto che si tratta di soggetti non punibili.

Il bambino di 9 anni frequenta la quarta classe della scuola elementare di Canicattì. Il piccolo, che non è imputabile, durante l'interrogatorio dei carabinieri non ha dimostrato alcun rammarico per il gesto, e si è limitato a parlare di un "gioco". I suoi amici dopo avere registrato la scena col telefono cellulare avrebbero voluto mettere il filmato in rete: a chiamare i carabinieri, dopo aver assistito all'impiccagione, è stato un altro ragazzino che faceva parte del gruppo ma che non volle partecipare all'uccisione del cane.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo449977.shtml

lunedì 9 marzo 2009

Ferrara, coppia aggredita da pitbull: la donna è grave

Regioni - Emilia Romagna

--------------------------------------------------------------------------------


Cane le stacca a morsi polpaccio, ricoverata al Sant'Anna. Per l'uomo ferite lievi

Ferrara, coppia aggredita da pitbull: la donna è grave

Insieme al marito era andata a trovare a Santa Maria Codifiume la mamma, proprietaria di tre cani, tutti della stessa razza, una femmina e due maschi

ultimo aggiornamento: 09 marzo, ore 20:37
Ferrara, 9 mar. - (Adnkronos) - E' ricoverata nel reparto di chirurgia dell'Ospedale Sant'Anna di Ferrara una donna di 57 anni di Argenta, dopo che nella tarda mattinata di oggi un pitbull l'ha aggredita staccandole un polpaccio a morsi. Insieme al marito era andata a trovare a Santa Maria Codifiume la mamma, proprietaria di tre cani, tutti della stessa razza, una femmina e due maschi.

Ed e' stata la femmina ad avventarsi prima sulla donna, che stava in quel momento salutando e abbracciando la madre, e poi sul marito, ferendolo leggermente. Immediati i soccorsi sul posto e l'intervento dei Carabinieri. La vittima e' stata portata con l'elisoccorso in ospedale, mentre il pitbull e' stato preso in consegna dagli uomini del canile, dove restera' in osservazione.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/EmiliaRomagna.php?id=3.0.3087300816

martedì 24 febbraio 2009

Piombino, bimbo di 11 mesi azzannato alla testa da un cane

Trasportato, in gravi condizioni, all'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze

Piombino, bimbo di 11 mesi azzannato alla testa da un cane

Il piccolo stava giocando con la mamma quando, all'improvviso, sarebbe stato morso da un american Staffordshire terrier

ultimo aggiornamento: 24 febbraio, ore 18:33
Livorno, 24 feb. - (Adnkronos) - Un bambino di undici mesi e' stato azzannato da un cane mentre giocava a casa. E' accaduto questa mattina nel centro storico di Piombino, in provincia di Livorno. Il piccolo e' rimasto ferito in modo grave, dopo essere stato morso alla testa da un american Staffordshire terrier. Il bimbo azzannato dal cane di famiglia e' stato portato subito all'ospedale di Piombino: qui i sanitari e' hanno poi deciso il trasferimento all'ospediatrico pediatrico Nuovo Meyer di Firenze.

Secondo una prima ricostruzione, il piccolo stava giocando con la mamma quando, all'improvviso, sarebbe stato morso dal terrier. Subito dopo l'allarme nell'abitazione sono arrivate una pattuglia della polizia municipale e un'ambulanza.

Il piccolo è arrivato intubato all'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, poco prima delle 16 ed è in prognosi riservata. Accolto dallo staff del Pronto Soccorso, per l'inquadramanento complessivo delle sue condizioni, il piccolo ha riportato gravi lesioni craniche. Attualmente sono in corso gli accertamenti radiodiagnostici, in vista di un probabile intervento dello staff di Neurochirurgia.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Toscana.php?id=3.0.3050258396

venerdì 13 febbraio 2009

Bimbo ucciso da cane, Codici chiede patentino obbligatorio

Bimbo ucciso da cane, Codici chiede patentino obbligatorio
"Obbligatori anche corsi a padroni cani media-grossa taglia"
Roma, 13 feb. (Apcom) - Dopo la morte di un bambino di un anno azzannato a Genzano, in provincia di Roma, dal suo cane, un mastino napoletano, che ha ferito anche la nonna intervenuta per salvare il piccolo, Codici chiede al sottosegretario alla salute Francesca Martini che i corsi di formazione e il conseguente patentino per i padroni di cani di media e grossa taglia diventino obbligatori, e non facoltativi come previsto dall'attuale ordinanza.

"Questi eventi strazianti vedono il più delle volte come vittime bambini o anziani, ragione che rende ancora peggiore fatti di per sé terribili", sottolinea Codici, che ricorda: "Si è cercato il motivo di tali aggressioni nel codice genetico di determinate razze di cani come i molossoidi, pitbull e rotweiler in testa, e ciò ha prodotto la conosciutissima Black list dei cani cosiddetti pericolosi che però non sembra aver attutito il problema". Il Codici, sulla base delle dichiarazioni di medici veterinari ad esso afferenti, ha effetuato una rilevazione in diverse cliniche veterinarie della capitale da cui è risultato che il 60% dei proprietari intervistati aveva subito morsicature da parte del proprio animale, quasi sempre - nell'85% dei casi -di taglia medio - piccola.

Ma "l'aggressione ad un bambino della capitale terminata nel modo più tragico possibile, quest'oggi ha portato nuovamente alla cronaca la questione della black list dei cani pericolosi da poco eliminata dalla nuova ordinanza del sottosegretario Martini". E la responsabile Ambiente del Codici Valentina Coppola commenta: "E' un fatto terribile che ci sconvolge, ma non dobbiamo immediatamente arrivare a conclusioni tanto semplicistiche quanto errate, questa tragedia deve invece sottolineare quanto da noi più volte richiesto al sottosegretario Martini e cioè che siano disposti corsi obbligatori di corretta interazione per quanti acquistano canidi media-grossa taglia".

Spesso - aggiunge - "le migliori intenzioni, come sono sicura sia il caso della famiglia capitolina colpita da questo orribile lutto, portano ad una errata educazione del cane che, sentendosi capobranco in famiglia, si comporta di conseguenza; e anche l'intervento errato da parte di quanti hanno pensato di portare aiuto può avere avuto l'effetto di eccitare ulteriormente l'animale, ciò che non sarebbe accaduto se si fosse disposto di strumenti reali di conoscenza cinofila da mettere in campo".

Per questo Codici chiede alla Martini che i corsi di formazione e il successivo patentino, previsti in via facoltativa dall'ordinanza, diventino obbligatori.

http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/02_febbraio/13/bimbo_ucciso_da_cane_codici_chiede_patentino_obbligatorio,17974523.html

Bimbo di 1 anno muore aggredito dal cane di casa

Bimbo di 1 anno muore aggredito dal cane di casa
E' successo a Genzano, alle porte di Roma
postato 3 ore fa


Roma, 13 feb. (Apcom) - Un bambino di circa un anno è morto questa mattina a Genzano, alle porte di Roma, dopo essere stato aggredito dal cane di famiglia, un mastino napoletano.



Poco dopo le 10 è giunta una richiesta di aiuto alla Polizia del posto: al momento dell'aggressione in casa, una villetta in Via Tiberio, c'erano, oltre al piccolo, la madre e la nonna. Il padre, rientrato, ha subito portato il figlio al pronto soccorso dell'ospedale di Genzano, ma era già morto.



Dalle prime ricostruzione sembra che l'aggressione è stata casuale: anche la nonna è stata ferita dal cane e anch'essa è stata trasportata in ospedale, dove ora si trova ricoverata.





http://notizie.virgilio.it/notizie/topnews/2009/02_febbraio/13/bimbo%20di%201%20anno%20muore%20aggredito%20dal%20cane%20di%20casa,17968254.html?pmk=nothpstr2

lunedì 2 febbraio 2009

Oasi aperte per la Giornata Mondiale delle Zone Umide


Oasi aperte per la Giornata Mondiale delle Zone Umide



Il 2 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, istituita per ricordare la firma della Convenzione Internazionale di Ramsar, il WWF Italia aprirà gratuitamente le proprie oasi al pubblico.
Dal Veneto alla Basilicata passando per la Toscana e la Puglia sarà possibile visitare queste aree protette, tutte riconosciute dalla Convenzione di Ramsar, ed entrare in contatto con fenicotteri, anatre, folaghe, aironi e rapaci che, non più disturbati dall'attività venatoria appena conclusasi, si sono concentrati a migliaia in queste aree.
Le zone umide sono dei veri e propri serbatoi di biodiversità: si stima che a questi ambienti sia legato circa il 12% delle specie animali totali e, considerando anche le specie vegetali, si arriva al 40% complessivo. Le loro funzioni sono molteplici: provvedono a mantenere i livelli di falda, a controllare le inondazioni e i processi di erosione, al consolidamento delle rive, a trattenere i sedimenti e i nutrienti e a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici (nelle zone umide è immagazzinato circa il 35% del carbonio terrestre globale). Inoltre, costituiscono una fonte di sostentamento insostituibile per le popolazioni locali e luoghi fondamentali per la produzione di cibo (producono il 24% del cibo a livello mondiale) e altri materiali. Infine, rappresentano importanti vie di trasporto e sedi privilegiate per un turismo ecosostenibile e attività ricreazionali.
Sebbene ricoprano solo il 6% della superficie terrestre, la loro importanza a livello globale da un punto di vista economico supera i 15 milioni di miliardi di dollari. In particolare, le zone umide italiane, situate lungo le coste siciliane e la costa tirrenica compresa tra il Lazio e la Toscana, svolgono una fondamentale funzione di crocevia per i flussi migratori di ritorno dall'Africa.
Purtroppo però per loro fragilità ecosistemica sono aree fortemente a rischio: nell'ultimo secolo circa il 60% del patrimonio mondiale è andato distrutto (il 90% nella sola Europa). In Italia dei circa 3 milioni di ettari originari all'inizio del XX secolo, ne sopravvivono oggi appena lo 0,2%, tra aree interne e marittime.
La Convenzione Internazionale relativa alle Zone Umide di importanza internazionale, conosciuta come Convenzione di Ramsar, fu firmata a Ramsar in Iran il 2 febbraio 1971 da un gruppo di paesi, istituzioni scientifiche ed organizzazioni internazionali partecipanti alla Conferenza internazionale relativa alle Zone Umide e degli Uccelli Acquatici, con l'obiettivo di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle zone umide promuovendone la conservazione e l'uso sostenibile. Ad oggi la Convenzione è stata sottoscritta da 158 paesi e i siti riconosciuti a livello mondiale sono 1.828, per un totale di 169 milioni di ettari.
Si svolgerà ad Alviano (Umbria) l'evento principale WWF di questa giornata: una visita con la guida speciale di Fulco Pratesi, Presidente Onorario WWF Italia.
Per maggiori dettagli: http://www.wwf.it

(Lisa Zillio)



http://www.ambientenergia.info/01/02/2009/5948/3/oasi_aperte_per_la_giornata_mondiale_delle_zone_umide.html

martedì 6 gennaio 2009

Sbranata dai cani randagi

Benevento Una pensionata invalida di 68 anni
Sbranata dai cani randagi

BENEVENTO È morta sbranata dai cani randagi ai quali dava da mangiare, Maria Ferola, la pensionata di 68 anni, di Montesarchio (Benevento). La povera donna già da bambina aveva perso l'avambraccio sinistro in seguito alla aggressione di un maiale nella casa paterna.


Con gli anni si erano accentuati i problemi di deambulazione e circolatori, tanto che per spostarsi si aiutava con un bastone e, spesso, veniva aiutata da alcuni vicini di casa.
La Ferola era nubile, viveva da sola in una casa su due livelli, composta di due sole stanze (camera da letto a piano terra e cucina al piano rialzato), nel centro storico della cittadina di Benevento. La donna, trovata senza vita davanti alla sua abitazione ieri mattina (ma la morte risale alla sera prima), è stata aggredita in maniera particolarmente violenta dai cani che le hanno strappato il naso e le orecchie, mordendola e graffiandola in varie parti del corpo. È questo l'esito della visita esterna, effettuata dal medico legale, il professor Fernando Panarese, sul cadavere della pensionata. La vittima, quindi, sarebbe morta per il dissanguamento causato dalle gravissime ferite riportate in seguito all'aggressione.

06/01/2009

http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/01/06/972705-sbranata_cani_randagi.shtml

domenica 21 dicembre 2008

ANDARE A CACCIA PUO' COSTARTI LA VITA !

» 2008-12-21 18:13
Cacciatore muore dopo essere stato attaccato da cinghiale
Noto ristoratore Val Bormida e' stato caricato piu' volte
(ANSA) - CAIRO MONTENOTTE (SAVONA), 21 DIC - Un cacciatore 71enne, Enrico Ferraro, e' morto dopo essere stato caricato da un cinghiale durante una battuta di caccia. E' accaduto a Madonna del Bosco, nell'entroterra di Cairo Montenotte, nel Savonese. L'anziano e' stato caricato dall'animale, spinto a terra e attaccato piu' volte. I compagni di battuta hanno ucciso il cinghiale, ma non sono riusciti a fermarlo in tempo. Per Ferraro, noto ristoratore della Val Bormida, sono stati inutili i soccorsi.


http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/liguria/news/2008-12-21_121290516.html