martedì 6 gennaio 2009

Sbranata dai cani randagi

Benevento Una pensionata invalida di 68 anni
Sbranata dai cani randagi

BENEVENTO È morta sbranata dai cani randagi ai quali dava da mangiare, Maria Ferola, la pensionata di 68 anni, di Montesarchio (Benevento). La povera donna già da bambina aveva perso l'avambraccio sinistro in seguito alla aggressione di un maiale nella casa paterna.


Con gli anni si erano accentuati i problemi di deambulazione e circolatori, tanto che per spostarsi si aiutava con un bastone e, spesso, veniva aiutata da alcuni vicini di casa.
La Ferola era nubile, viveva da sola in una casa su due livelli, composta di due sole stanze (camera da letto a piano terra e cucina al piano rialzato), nel centro storico della cittadina di Benevento. La donna, trovata senza vita davanti alla sua abitazione ieri mattina (ma la morte risale alla sera prima), è stata aggredita in maniera particolarmente violenta dai cani che le hanno strappato il naso e le orecchie, mordendola e graffiandola in varie parti del corpo. È questo l'esito della visita esterna, effettuata dal medico legale, il professor Fernando Panarese, sul cadavere della pensionata. La vittima, quindi, sarebbe morta per il dissanguamento causato dalle gravissime ferite riportate in seguito all'aggressione.

06/01/2009

http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/01/06/972705-sbranata_cani_randagi.shtml

domenica 21 dicembre 2008

ANDARE A CACCIA PUO' COSTARTI LA VITA !

» 2008-12-21 18:13
Cacciatore muore dopo essere stato attaccato da cinghiale
Noto ristoratore Val Bormida e' stato caricato piu' volte
(ANSA) - CAIRO MONTENOTTE (SAVONA), 21 DIC - Un cacciatore 71enne, Enrico Ferraro, e' morto dopo essere stato caricato da un cinghiale durante una battuta di caccia. E' accaduto a Madonna del Bosco, nell'entroterra di Cairo Montenotte, nel Savonese. L'anziano e' stato caricato dall'animale, spinto a terra e attaccato piu' volte. I compagni di battuta hanno ucciso il cinghiale, ma non sono riusciti a fermarlo in tempo. Per Ferraro, noto ristoratore della Val Bormida, sono stati inutili i soccorsi.


http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/liguria/news/2008-12-21_121290516.html

mercoledì 3 dicembre 2008

REATO CONTRO LA TRATTA DEI CUCCIOLI, AL VIA LA TASK-FORCE

2008-12-03 18:39
REATO CONTRO LA TRATTA DEI CUCCIOLI, AL VIA LA TASK-FORCE
di Elisabetta Guidobaldi

ROMA - Il traffico illegale degli animali da compagnia diventa reato. "Pensiamo, con i ministri Alfano e Sacconi - ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini - di inserire un reato specifico contro il traffico di animali da compagnia. Un segnale forte contro queste mascalzonate". L'Italia dice stop alla tratta dei cuccioli dai paesi dell' Est, un business da 300 milioni di euro l'anno, e questo è uno dei punti del piano d'azione. Frattini fa appello ai Paesi di origine per una collaborazione più stretta e ha scritto alla Commissaria Ue alla salute per standard e regole.

Azioni che fanno parte di una più larga alleanza con il ministero del Welfare, stretta oggi alla Farnesina alla presenza del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. Sul fronte salute Martini ha annunciato il via "a una task-force di esperti del ministero del Welfare che lavorerà intensamente in sinergia e in raccordo con la Farnesina".

"Questo traffico - ha detto Martini - è divenuto una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti". Ecco quindi che si pensa a un reato ad hoc che, secondo una bozza, prevede la confisca degli animali e reclusione fino a tre anni con l'aggravante se il traffico avviene senza vaccinazioni o da zone infette o con vincoli sanitari. Ma il lavoro è anche oltre frontiera.

"Chiedo una collaborazione più stretta con i Paesi di origine perché intensifichino i controlli da parte delle autorità veterinarie e doganali", ha detto Frattini parlando del suo come di un "appello convinto" e sottolineando gli ottimi rapporto che l'Italia ha con questi Governi. "Assieme al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini - ha detto Frattini - intendo sensibilizzare l'intervento delle Autorità dei Paesi più interessati: Ungheria (Paese già richiamato dalla Commissione Ue nell'ottobre 2007 su richieste del nostro Paese), Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovenia e Bulgaria, in ambito comunitario, così come di Estonia, Lettonia, Lituania, Russia, Bielorussia, Ucraina in ambito extracomunitario".

Frattini ha inoltre annunciato di aver chiesto alla Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou "regole di controllo più strette" mentre in ambito nazionale ha "avviato le procedure per ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia, firmata dal nostro Paese nel 1987, ma, dopo 21 anni, non ancora recepita". E con il Natale alle porte, Farnesina e Welfare lanciano un messaggio agli italiani: "Solo cuccioli di sicura provenienza". Intanto i numeri dei traffici e delle illegalità mostrano la drammaticità del fenomeno:

- ISPEZIONI DEI NAS: su 1.189 ispezioni fatte su esercizi di vendita, allevamenti, strutture di addestramento, attività di dog-sitter, servizi di toelettatura, ambulatori privati e canili sanitari, ha riferito Martini, sono state accertate 639 violazioni di cui 102 a carattere penale e 532 a carattere amministrativo;

- PREZZI DEL MERCATO ILLEGALE: secondo la Lega Antivisezione (Lav), che ha avviato una campagna di adozione, i cuccioli dell'Est acquistati a circa 60 euro sono venduti a prezzi fino a venti volte superiori una volta trasformata la loro origine da Est Europa a italiana. I traffici di cani riguardano in particolare le razze Schitzu, West Highland, Carlini e Beagle;

- RISCHI DELLA TRATTA: assenza di vaccinazioni, certificazioni e identificazioni; assenza del passaporto europeo; cuccioli strappati alle madri troppo presto; trasporti in spazi angusti. La documentazione che viaggia con gli animali è considerata corretta solo nel 2% dei casi.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_822344246.html

lunedì 10 novembre 2008

FRUTTI DELLA BIOTECNOLOGIA

I FRUTTI DELLA BIOTECNOLOGIA


Tecnoscienze

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Presto disponibili rose blu
Clonata la proteina che da' colore ai fiori
Uno studio dell'italiana Francesca Quattrocchio


Amsterdam - Quando si dice la fuga dei cervelli. Una nuova testimonianza relativa all'eccellenza dei ricercatori italiani che operano all'estero viene dall'Olanda, più precisamente dall'università Vrije di Amsterdam, dove uno studio, coordinato dall'italiana Francesca Quattrocchio, ha permesso di clonare la proteina che sovrintende al colore dei fiori.

Una scoperta che può aprire una nuova pagina nel settore della floricoltura, e che ha già portato alla corsa per brevettare la rosa blu. La dott.ssa Quattrocchio, che ha lawsciato l'Italia 20 anni fa, ha commentato: "mi manca il mio Paese. Ma so che non tornerò prima della pensione".

Massimo Miato

Tecnoscienze
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In in un decennio il problema della scarsita' di organi da trapianto potrebbe essere risolto
Trapianti: in arrivo Suini ogm con organi 'umanizzati'
Alterare geneticamente dei maiali per avere organi


Varese, 9 sett. – Le biotecnologie e in particolare quelle che si avvalgono della genetica hanno fatto immensi passi avanti: dai primi esperimenti del biologo e Premio Nobel tedesco Hans Spemann del 1938, al primo animale clonato, la celeberrima pecora Dolly del 1997, al topo Cumulina dell’anno seguente, fino ad arrivare alla terapia genica e chissà a che altro.

Il massimo esperto britannico in fecondazione artificiale, Robert Winston, ha affermato che in un decennio il problema della scarsità di organi da trapianto potrebbe essere risolto; la sua idea è di alterare geneticamente dei maiali, creando suini ogm con cuori, fegati e reni trapiantabili su esseri umani. Tra qualche mesi ne inizierà la produzione negli Stati Uniti.

Il professor Winston ha spiegato al Sunday Times che la tecnica consiste nell’introduzione di una serie di geni umani nei testicoli o nello sperma dell'animale, il quale a sua volta genererà suini con organi “umanizzati”, che non siano rigettati dai sistemi immunitari dei pazienti. Sempre secondo Il professor Winston questa tecnica escluderebbe la trasmissione di pericolosi virus dall'animale all'uomo. E' stato scelto il maiale in quanto esso "ha organi delle dimensioni giuste che funzionano in modo simile a quelli umani; inoltre questo metodo è molto meno complesso di quelli basati sulla Clonazione.

Verso la fine degli anni Novanta, erano già stati effettuati tentativi di xeno-trapianto (da animale a uomo), ma furono completamente abbandonati a causa dei rischi di rigetto e di contagio e di alcuni casi finiti con la morte del paziente. Ora il professor Winston conta di riportarli d'attualità; l’esperto, infatti, afferma: "Congegni artificiali come i cuori meccanici non hanno mai funzionato bene come quelle biologici. Si è molto parlato recentemente di crescere organi dalle cellule staminali ma questa tecnica è ancora molto primitiva e ci vorranno da venti a trent'anni perché dia frutti".

Il progetto del professore, che è fra l'altro Lord della corona inglese, è stato realizzato con la collaborazione della dottoressa Carol Readhead del California Institute of Techonology. La fase concreta, dopo gli studi teorici, sarà avviata nel Missouri perché gli Stati Uniti offrono più finanziamenti e meno restrizioni legali rispetto alla Gran Bretagna.

Secondo lord Winston molto presto si potrebbe arrivare alla costruzione di intere fattorie dove centinaia di suini geneticamente modificati vengono allevati per lo sviluppo di organi da trapianto da prelevare quando l'animale ha compiuto un anno d'età. Questa prospettiva da qualcuno può essere vista come un abominio, una specie di “fabbrica di Frankenstein”, ma, tenendo conto della penuria di organi da trapianto, questa soluzione non dovrebbe essere scartata a priori, almeno finché non saranno affinate le tecniche che dovrebbero permettere di far crescere organi dalle cellule staminali.

Luca Macchi

9/9/2008


Tecnoscienze
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Una ricerca per poter innestare in un topo il Dna di una specie estinta
La Tigre della Tasmania rivive in un topo
Come nel film Jurassic Park si riesce a far rivivere geni di specie estinte


Milano, 21 mag. - L'ultimo esemplare di tigre della Tasmania (Thylacinus cynocephalus), predatore marsupiale carnivoro morì nel 1936 nello zoo di Hobart in Australia, dopo anni anni di caccia che avevano già condotto alla scomparsa degli esemplari selvatici agli inizi del Novecento.

Settant'anni dopo l'estinzione, il suo DNA rivive in un topo. L'esperimento, il primo in assoluto, è stato descritto dalla rivista "Plos One". La tecnica impiegata ha un potenziale incredibile, potrebbe infatti rilevarci esattamente come apparivano i dinosuari o gli uomini di
Neanderthal e riportare in vita specie estinte.

Andrew Pask della università di Melbourne in Australia e Richard Behringer dell'Università del Texas hanno diretto la ricerca. Insieme ad un gruppo di ricercatori hanno estratto il DNA di una tigre della Tasmania , recuperandolo da campioni conservati da cento anni all'interno di barattoli di alcool conservati al museo di Victoria.
Il gene fatto resuscitare era stato preso dalla pelliccia di un adulto e dal corpo di tre cuccioli che vivevano nel marsupio della madre.

Il DNA era ovviamente frammentato a causa della non perfetta conservazione nell'alcool, ma il team di ricerca è riuscito lo stesso ad
isolare una specifica sequenza da ogni campione, che non contiene il codice completo di un gene, ma permette di estrarre i dati
essenziali riguardanti ossa e cartilagini, ovvero sequenze chiamate Col2a1.

I ricercatori dunque hanno innestato i ritagli di DNA ottenuti, combinandoli con un gene che produce una pigmentazione blu,
all'interno di un embrione di un topo. 14 giorni dopo era possibile vedere che l'esperimento stava funzionando, potendo osservare la
crescita di una macchia di colore blu. Pask affermò: "Possiamo vedere molto chiaramente lo sviluppo delle cartilagini".

Questa tecnica se applicata su campioni conservati in miglior modo consentirebbe di risalire più accuratamente ai geni. Le specie estinte da cui i ricercatori hanno estratto materiale genetico sono diverse, ma è difficile che DNA così vecchi siano tanto ben conservati da permettere la clonazione. Il Dna delle specie a rischio viene prelevato e conservato in enormi congelatori al Frozen Zoo di San Diego, che contiene già 8400 campioni di diversi esemplari per un totale di 800 specie animali.

Utilizzando la tenica messa a punto da Pask e il suo team in un futuro non troppo lontano si potranno quindi riportare in vita specie esitinte.

Ivan Sala

20/5/2008



http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=11961

Chieti: 61enne sbranato e ucciso da rottweiler

il Giornale.it
n. 45 del 2008-11-10 pagina 0

Chieti, 61enne sbranato e ucciso da rottweiler
di Redazione

La tragedia a Sambuceto, frazione di San Giovanni Teatino. Gabriele Ferri, operaio di Pianella, stava svolgendo dei lavori nel giardino del suo datore di lavoro quando l'animale lo ha aggredito e ucciso. La procura ha aperto un'inchiesta sul proprietario del cane

Chieti - Un rottweiler ha aggredito e ucciso un uomo a Sambuceto, frazione di San Giovanni Teatino. L’uomo, 61 anni, era un operaio impegnato in lavori di giardinaggio. L’animale lo ha morso più volte alla testa provocandone la morte immediata. A far scattare i soccorsi, risultati vani, sono stati i padroni di casa. Sul posto si sono recati i carabinieri. E sulla morte dell’operaio è stata aperta un’inchiesta da parte della procura della Repubblica di Chieti: si sta valutando la posizione del proprietario del cane, che per il momento dovrebbe rispondere di omessa custodia dell’animale.

L'incidente Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, la vittima - Gabriele Ferri di Pianella (Pescara) - era solito svolgere dei piccoli lavori di giardinaggio nella villa dove è stato aggredito e conosceva il cane che lo ha azzannato. Il sindaco di San Giovanni Teatino (Chieti), Verino Caldarelli, ha emesso una ordinanza per allontanare l’animale dall’abitazione dove è accaduto l’incidente: il cane è stato già prelevato e sarà probabilmente trasferito in giornata nel canile di Bucchianico (Pescara) della Asl.

L'operaio Ferri lavorava in un colorificio di proprietà di Rinaldo Di Donato, titolare della villa dove l'operaio era solito fare anche giardinaggio. Il proprietario del cane, che si chiama Devil, ha chiesto che l’animale venga abbattuto.



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© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305080

lunedì 6 ottobre 2008

ALLARME MAMMIFERI : UN TERZO A RISCHIO ESTINZIONE

Allarme mammiferi, un terzo
rischia l'estinzione
6/10/2008 - LA RICERCA



Lo studio dell'Unione Mondiale per la Natura


BARCELLONA
La lince iberica, il diavolo della Tasmania, la foca del Caspio e il cervo cinese: sono solo alcuni dei mammiferi che potrebbero presto scomparire definitivamente dalla faccia della Terra. La metà delle specie mammifere è in declino e probabilmente un terzo è a rischio estinzione. Una «lista rossa» delle specie minacciate è stata presentata oggi a Barcellona dall’Uicn, l’Unione mondiale per la Natura, che ha dedicato ai mammiferi lo studio più completo mai effettuato sull’argomento.

Le conclusioni confermano la gravità della situazione attuale: una specie di mammiferi su quattro rischia di scomparire, vale a dire 1.141 specie delle 5.487 recensite. «In realtà, - ha precisato Jan Schipper, un esperto dell’Uicn autore di un articolo sulla rivista Science - il numero dei mammiferi minacciato di estinzione potrebbe arrivare al 36%». «Le nostre ricerche forniscono un quadro molto cupo della situazione globale dei mammiferi nel mondo», sottolinea il ricercatore, precisando che «la metà di essi è comunque in diminuzione».

Dal 1550 ad oggi 76 specie di mammiferi si sono estinte. La crisi attuale è considerata come il sesto grande periodo di estinzione delle specie, quello precedente risale all’estinzione dei dinosauri, circa 65 milioni di anni fa. L’espressione «in pericolo grave» significa che la probabilità di estinzione è molto alta: di questo primo elenco fanno parte 188 mammiferi, fra i quali la lince iberica e il cervo di origine cinese, che vive ormai solo in cattività. Altri 450 mammiferi rientrano nella lista «in pericolo», fra questi il diavolo della Tasmania, un marsupiale la cui popolazione è diminuita del 60% negli ultimi dieci anni; il numero delle foche del Caspio è diminuito del 90% a causa dei cacciatori. L’organizzazione, un’autorità in materia di biodiversità, tiene il suo quarto congresso a Barcellona dal 5 al 14 ottobre.

FOTO Alcuni degli animali a rischio estinzione

http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=740&ID_sezione=339&sezione=News

sabato 4 ottobre 2008

BAMBINO MUORE SBRANATO DA UN CANE RANDAGIO

Bambino di nove anni sbranato
da un cane randagio nel Beneventano
Si esclude che possa essere stato il pastore maremmano di proprietà della famiglia perchè sul suo pelo non sarebbero state riscontrate tracce di sangue. A trovare il corpo Mattia Maddalena nell'azienda agricola di famiglia, non lontana da casa, è stato il padre del piccolo
Azzannato da un cane e morto dissanguato. E' successo nel Beneventano a un bambino di nove anni, Mattia Maddalena, trovato in una pozza di sangue nell'azienda agricola del padre a Circello con morsi sul collo e graffi sul viso. E' morto a pochi metri dalla sua abitazione. A trovare il corpo senza vita del piccolo è stato lo stesso padre. Accortosi della sua assenza, poco dopo le 20, è uscito a cercarlo.

LA FAMIGLIA I Maddalena abitano in una zona di campagna, gestiscono un'azienda di allevamento di bestiame. Dopo pochi minuti ha trovato il piccolo Mattia in una pozza di sangue, in un fondo agricolo, poco distante dal cancello di casa. Forse, ad uccidere Mattia, potrebbe essere stato uno o più cani randagi: tanti i morsi che il medico legale ha ritrovato sul suo corpo. Nessuna traccia di sangue è stata individuata sul pastore maremmano di proprietà della famiglia il che sembra far escludere il coinvolgimento del cane, mentre il servizio veterinario dell'Asl Benevento 1 ha disposto il sequestro cautelativo dei cani di proprietà dei vicini di casa dei Maddalena. Intanto c'è choc e dolore a Circello, piccolo comune del Beneventano. I genitori di Mattia sono afflitti dal dolore, al pari delle sue sorelline, mentre in tanti, parenti, amici, semplici cittadini, si stanno recando, in una lenta e dolorosa processione, nella casa dei Maddalena.

L'AUTOPSIA La salma di Mattia sta per essere trasferita all'obitorio dell'ospedale Rummo di Benevento dove nella giornata di domani verrà eseguito l'esame esterno del corpo del piccolo da parte del medico legale, professor Fernando Panarese. Sempre domani il magistrato di turno, Urbano Mozzillo, potrebbe disporre l'autopsia.

PRECEDENTI Non è la prima volta che un bambino resta vittima dell'aggressione di un cane: a settembre, a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, una ragazzina di 12 anni, mentre difendeva il suo cagnolino, fu aggredita da un dobermann; ferite al collo, alla gamba, mentre il suo cane fu sbranato. Prima ancora, a gennaio di quest'anno, un cane randagio azzannò un bimbo di 9 anni, in provincia di Catania: 35 i punti di sutura. Ed ancora, sempre nel catanese, a Caltagirone, a marzo un bimbo di quattro anni fu azzannato al collo dal suo rottweiler: in quell'occasione la madre riuscì a salvare il piccolo.
http://unionesarda.ilsole24ore.com/mondo/?contentId=44360